Parte normativa del nuovo CCNL per i dipendenti Avis

Apportate modifiche agli istituiti normativi del CCNL Avis 2020 2022 ratificato lo scorso il 23/11/2020, da CISL FP e UIL FPL

A seguito del rinnovo del CCNL per i dipendenti Avis, si riporta una sintesi degli istituti normativi modificati dal nuovo contratto che ha interessato il settore:

PASSAGGIO AUTOMATICO DI POSIZIONE ECONOMICA
A decorrere dal 1/1/2021, il personale inquadrato nelle categorie A, B e C, ha comunque diritto al passaggio automatico di posizione economica con le seguenti modalità:
– Passaggio dalla prima alla seconda posizione economica a decorre dal mese successivo a quello in cui viene a compiere dodici mesi di permanenza nella prima posizione economica;
– Passaggio dalla seconda alla terza posizione economica a decorrere dal mese successivo a quello in cui viene a compiere ventiquattro mesi di permanenza nella seconda posizione economica;


 


INDENNITÀ DI RESPONSABILITÀ
Al personale inquadrato nelle categorie D, E ed F, ogni singola Organizzazione potrà assegnare con apposito provvedimento specifici incarichi con riferimento al livello di responsabilità organizzativa e/o amministrativa o gestionale, a fronte dei quali il dipendente avrà diritto ad una indennità nella misura compresa tra il minimo ed il massimo indicato nel comma successivo;
– per il personale inquadrato nella categoria D: da euro 150,00 ad euro 1.000,00 lordi mensili;
– per il personale inquadrato nella categoria E: da euro 200,00 ad euro 2.000,00 lordi mensili;
– per il personale inquadrato nella categoria F: da euro 350,00 ad euro 2.500,00 lordi mensili;
– per la sola categoria F, nella determinazione dell’importo dell’indennità si terrà conto delle eventuali prestazioni di lavoro straordinario la cui remunerazione sarà compresa nella predetta indennità L’indennità di carica viene erogata per 13 mensilità. L’indennità di carica può essere attribuita anche per un periodo di tempo limitato, ovvero per particolari e specifici progetti od obbiettivi. L’indennità di carica verrà a cessare dal primo giorno del mese successivo alla data di scadenza dell’incarico ovvero al raggiungimento dell’obbiettivo ed in caso di revoca, per qualsiasi motivo dell’incarico che ha dato origine alla corresponsione dell’indennità.

PERIODO DI PROVA
– 60 gg di lavoro effettivo per i dipendenti inquadrati nelle categorie A e B;
– 90 gg di lavoro effettivo per i dipendenti inquadrati nelle categorie C e D;
– 6 mesi di calendario per i dipendenti inquadrati nelle categorie E e F.

LAVORO SUPPLEMETARE
Concesso nel limite del 40% delle ore di lavoro settimanali aggiuntive rispetto a quelle concordate e stabilite nel contratto a tempo parziale, retribuendolo con una percentuale di maggiorazione rispetto all’importo della retribuzione oraria globale di fatto pari al 16%, compresa l’incidenza sugli istituti di retribuzione indiretta e differita. Le ore di lavoro supplementare svolte nelle giornate festive compresa la domenica o durante il servizio notturno verranno compensate con le maggiorazioni previste e dalle indennità

PART TIME
L’orario di lavoro settimanale, salvo diversi accordi, non può essere inferiore a 12 ore.  Le clausole elastiche relative alla variazione della collocazione temporale della prestazione lavorativa ovvero relative alla variazione in aumento della sua durata devono essere previste con accordo scritto tra lavoratore e l’Associazione. Tali clausole devono contenere le condizioni e le modalità con le quali l’Associazione, con preavviso di almeno 2 giorni lavorativi, può modificare la collocazione temporale della prestazione e variarne in aumento la durata. La misura massima dell’aumento delle ore non potrà eccedere il limite del 25% della normale prestazione annua a tempo parziale. La disponibilità del lavoratore a svolgere l’attività lavorativa con le modalità di variazione temporale, comporta una maggiorazione della retribuzione oraria in atto, pari al 15% per le ore effettivamente interessate dalla variazione.
Il lavoratore può chiedere, una sola volta e in luogo del congedo parentale, la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale entro i limiti del congedo ancora spettante, con una riduzione di orario non superiore al 50%. Il datore di lavoro è tenuto a dar corso alla trasformazione entro 15 giorni dalla richiesta. Decorso il periodo del congedo, il lavoratore riprende il normale orario di lavoro individuale.

CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO
Il numero massimo di lavoratori che possono essere assunti con contratto di lavoro a termine, da ciascun datore di lavoro, fatto salvo quanto previsto dall’ultimo comma dellart.25, è pari al 30% del numero dei lavoratori occupati a tempo indeterminato e con contratto di apprendistato, in forza nell’Organizzazione al 1° gennaio dell’anno di assunzione. Il limite percentuale vale per le Organizzazioni che occupano più di 3  dipendenti; per le Organizzazioni che occupano fino a 3 lavoratori è sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato. Nel computo dei lavoratori assunti a tempo indeterminato non devono essere compresi i contratti di collaborazione coordinata e continuativa. I lavoratori assunti con contratto part-time andranno conteggiati secondo la disciplina generale ovvero vengono conteggiati in organico in proporzione all’orario svolto rapportato al tempo pieno. Il termine del contratto a tempo determinato può essere, con il consenso del lavoratore, prorogato solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a quanto previsto dalla normativa vigente.


 


CONTRATTO DI SOMMINISTRAZIONE
I lavoratori assunti con contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato non potranno superare il 30% del numero dei lavoratori occupati a tempo indeterminato e con contratto di apprendistato, in forza nell’Organizzazione al 1° gennaio dell’anno di assunzione.
E’ vietata l’utilizzazione dei lavoratori con contratto di somministrazione nelle Organizzazioni:
– che siano state interessate, nei 12 mesi precedenti, da licenziamenti per riduzione di personale che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle mansioni a cui si riferisce la fornitura, salvo che la stessa avvenga per sostituire lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto o che abbia una durata iniziale non superiore 3 mesi;
– nei quali siano in corso sospensioni dal lavoro o riduzioni di orario anche in rapporto all’applicazione del contratto di solidarietà difensivo, che interessino lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce la fornitura;
– per la sostituzione di lavoratori in sciopero;


– da parte delle Organizzazioni che non abbiano fatto la valutazione dei rischi ai sensi della normativa vigente.
In ogni Organizzazione che applica il presente c.c.n.I., l’utilizzo di personale con contratti di lavoro a termine ex art. 23 e in somministrazione, non possa complessivamente superare il 30% del numero dei lavoratori occupati a tempo indeterminato e con contratto di apprendistato, in forza nell’Organizzazione al 1° gennaio dell’anno di assunzione.

APPRENISTATO
L’apprendistato professionalizzante è ammesso per tutte le qualifiche e mansioni comprese nelle categorie: A, B, C, D ed E.
Il trattamento economico dell’apprendista viene fissato sulla base della retribuzione lorda prevista per la posizione economica di appartenenza, con le seguenti progressioni.
Per contratti di durata fino a 18 mesi:
– dal 1° al 9° mese: 80% della posizione economica della qualifica da conseguire;
– dal 10° al 18° mese: 90% della posizione economica della qualifica da conseguire.
Per contratti di durata fino a 24 mesi:
– dal 1° al 12 mese: 80% della posizione economica della qualifica da conseguire;
– dal 13°  al 24 mese: 90% della posizione economica della qualifica da conseguire.


Per contratti di durata fino a 36 mesi:
– dal 1° al 12° mese: 80% della posizione economica della qualifica da conseguire;
– dal 13° al 24° mese: 90% della posizione economica della qualifica da conseguire;
– dal 25° al 36° mese: 100% della posizione economica della qualifica da conseguire. 
In caso di malattia, all’apprendista sarà riconosciuto il trattamento economico e assistenziale ad integrazione dell’indennità di malattia a carico degli enti competenti fino al raggiungimento del 100% della normale retribuzione per un massimo di 180 giorni ogni anno.
La durata del rapporto di apprendistato è graduata in relazione alla categoria professionale di riferimento per la qualifica da conseguire, secondo le seguenti modalità:
– categoria A -18 mesi;
– categoria B – 24 mesi;
-categorie C – D – E – 36 mesi.

PERMESSI STUDIO
– permessi retribuiti giornalieri per sostenere le prove d’esame, compresi quelli universitari e post-universitari.
I permessi non saranno retribuiti per gli stessi esami universitari che siano stati sostenuti per più di due volte nello stesso anno accademico.

DIRITTO ALLO STUDIO
Da riproporzionarsi in caso di rapporto di lavoro a tempo parziale e/o in caso di rapporto di lavoro a tempo determinato di durata non inferiore a 6 mesi continuativi o indeterminato iniziato nel corso dell’anno, è stabilito nella seguente misura:
– Organizzazioni che occupano da 1 a 10 dipendenti: permessi annui retribuiti pari al 25% delle ore di formazione previste dal corso di studi, con un massimo di 75 ore
– Organizzazioni che occupano da 11 a 25 dipendenti: permessi annui retribuiti pari ai 25% delle ore di formazione previste dal corso di studi, con un massimo 100 ore annue;
– Organizzazioni che occupano oltre 25 dipendenti: permessi annui retribuiti pari al 25% delle ore di formazione previste dal corso di studi, con un massimo 150 ore annue

PERMESSI
La lavoratrice, inserita nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, debitamente certificati, ha diritto ad astenersi dal lavoro, per motivi connessi a tali percorsi, per un periodo massimo di congedo di 3 mesi. Durante il periodo di congedo, la lavoratrice ha diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento, e il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa. Il datore di lavoro corrisponde l’indennità secondo le modalità previste per la corresponsione dei trattamenti economici di maternità. La lavoratrice può, su richiesta, usufruire del congedo su base oraria o giornaliera nell’arco temporale di 3 anni. Oltre al predetto congedo, la lavoratrice vittima di violenza di genere ha diritto a un periodo di aspettativa non retribuita per ulteriori 30 giorni