Rilascio carta identità elettronica ai cittadini italiani residenti all’estero


Il Ministero dell’interno con la circolare 16 ottobre 2019, n. 11 ha fornito le istruzioni tecniche per il rilascio della carta d’identità elettronica ai cittadini italiani residenti all’estero

Di recente è stata avviata la fase sperimentale di emissione del documento elettronico presso le sedi consolari di Vienna, Nizza e Atene, che riceveranno le richieste di rilascio presentate dai cittadini secondo le modalità indicate dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale sul sito https://www.esteri.it/mae/it/servizi/italiani-all-estero/documenti di viaggio.
Completata la fase di sperimentazione, saranno attivate in modo progressivo le restanti sedi consolari europee, per un totale di 53 Uffici, secondo un piano di dispiegamento che sarà predisposto dal suddetto Dicastero.
Il procedimento per il rilascio della CIE da parte degli uffici consolari è analogo a quello previsto per il rilascio del documento alle persone residenti in Italia e presuppone verifiche sui dati anagrafici e sul codice fiscale del richiedente.
Il Comune di iscrizione AIRE dovrà quindi provvedere, ove richiesto, ad effettuare controlli sui dati del cittadino e fornire, superati eventuali disallineamenti, il nulla osta al rilascio al Consolato richiedente.
Per agevolare ed accelerare le operazioni di verifica anagrafica sono stati implementati nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione residente (ANPR) nuovi servizi per i Consolati che consentono agi operatori di scambiare in via telematica le comunicazioni con i Comuni di iscrizione AIRE dei cittadini richiedenti, transitati e non transitati nell’Anagrafe nazionale.
L’effettiva disponibilità dell’accesso all’ANPR da parte dei comuni risulta tanto più necessaria per remissione della CIE richiesta all’estero.
Per richieste di assistenza di natura tecnica riguardanti il sistema ANPR è disponibile un apposito servizio che risponde al numero verde 800863116, attivo dal lunedì al venerdi dalle ore 8 alle ore 18.00 e il sabato dalle ore 8.00 alle ore 14.00 (con esclusione delle festività nazionali).
Resta, inteso che permane la possibilità per il cittadino residente all’estero di richiedere la carta d’identità presso lo sportello comunale che provvederà al rilascio del documento in formato cartaceo fino alla realizzazione delle nuove funzionalità previste per l’emissione della CIE.


Trasporto di beni su veicoli: niente sanzione se la massa complessiva è nella tollerenza del 5%


Il veicolo adibito al trasporto di cose che circola con una massa complessiva a pieno carico non superiore di oltre il 5% a quella indicata nella carta di circolazione, sebbene non in regola, non può essere sanzionato perché all’interno della tolleranza prevista (Ministero Interno – circolare 14 ottobre 2019, n. 8627).

I veicoli a motore ed i rimorchi non possono superare la massa complessiva indicata sulla carta di circolazione e qualora la suddetta massa complessiva a pieno carico risulta essere superiore di oltre il 5% a quella indicata nella carta di circolazione, quando detta massa è superiore a 10 t, sono soggetti alla sanzione amministrativa.
La suddetta tolleranza è stata prevista in quanto la procedura di pesatura dei veicoli da parte degli organi di polizia stradale può essere influenzata da errore strumentale ovvero da una variabilità del peso degli oggetti trasportati dovuta, essenzialmente, a fattori ambientali.
Per tale ragione, è stata quindi prevista una tolleranza rispetto alla massa accertata, all’interno della quale, sebbene la massa sia eccedente, non può essere applicata alcuna sanzione.

Sisma bonus per gli interventi di riduzione del rischio sismico


Nel concetto di demolizione e ricostruzione rientra anche la ricostruzione dell’edificio che determina un aumento volumetrico rispetto a quello preesistente, sempreché le disposizioni normative urbanistiche in vigore permettano tale variazione (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 10 ottobre 2019, n. 409).

Nell’ambito del c.d. sisma bonus, la normativa prevede per gli acquirenti la possibilità di fruire della detrazione anche per gli interventi realizzati “mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente”. Rientra, quindi, nel concetto di demolizione e ricostruzione anche la ricostruzione dell’edificio che determina un aumento volumetrico rispetto a quello preesistente, sempreché le disposizioni normative urbanistiche in vigore permettano tale variazione; di conseguenza, non rileva la circostanza che il fabbricato ricostruito contenga un numero maggiore di unità immobiliari rispetto al preesistente.
La detrazione è stata estesa anche agli immobili ubicati in zona sismica 2 e 3, mentre in origine era limitata ai fabbricati ubicati in zona 1.
In particolare, con riferimento agli interventi di riduzione del rischio sismico ammessi al cd. sisma bonus (tra i quali rientrano anche quelli realizzati dalle imprese costruttrici che poi vendono le unità immobiliari), è stato ribadito che, a partire dal 1° gennaio 2017, la detrazione riguarda le spese sostenute per interventi le cui procedure autorizzatorie sono iniziate dopo la predetta data.
In altri termini, l’agevolazione in questione spetta in relazione a interventi le cui procedure di autorizzazione risultano avviate a partire dal 1° gennaio 2017, restando escluse quelli realizzati a seguito di procedure avviate in precedenza.
Pertanto, qualora la data di avvio delle procedure autorizzatorie sia antecedente al 1° gennaio 2017 e non sia stato prodotto alcun parere dell’Ufficio tecnico del Comune che attesti una diversa e successiva, rispetto all’originario titolo abilitativo urbanistico, data di inizio del procedimento, gli acquirenti degli immobili ceduti non possono beneficiare della detrazione d’imposta per ogni unità immobiliare del nuovo fabbricato.

Contributi rottamazione veicoli inquinanti e acquisto scuolabus eco-compatibili



Tra le misure adottate per il rispetto degli obblighi europei di miglioramento della qualità dell’aria, il cd. “Decreto Clima” introduce un contributo alla rottamazione di autovetture inferiori ad Euro 4 e motocicli inferiori ad Euro 3 ed Euro 4 a due tempi, e un incentivo ai Comuni per la realizzazione o l’implementazione del servizio di scuola bus ibridi o elettrici (artt. 2 e 3, Decreto-Legge 14 ottobre 2019, n. 111)


Al fine di ridurre/limitare le emissioni climalteranti e inquinanti in atmosfera e migliorare la qualità dell’aria, tra le misure per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane, è previsto il riconoscimento di un contributo per la rottamazione autovetture omologate fino alla classe Euro 3 o motocicli omologati fino alla classe Euro 2 ed Euro 3 a due tempi (“buono mobilità”).
La rottamazione deve essere effettuata entro il 31 dicembre 2021.
Il “buono mobilità” è riservato alle persone residenti nei comuni interessati dalle “procedure di infrazione dell’Unione Europea per mancato rispetto degli obiettivi europei di riduzione dei livelli di inquinamento dell’aria”, e può essere speso entro i 3 anni successivi alla rottamazione, per l’acquisto, anche a favore di persone conviventi, di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale, nonché di biciclette anche a pedalata assistita.
Il “buono mobilità” è riconosciuto fino ad esaurimento delle risorse, in misura pari a:
– euro 1.500 per ogni autovettura rottamata;
– euro 500 per ogni motociclo rottamato.
Il “buono mobilità” non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva ai fini del computo del valore dell’ISEE.
Le modalità e i termini per l’ottenimento e l’erogazione del beneficio saranno definite con successivo decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dello sviluppo economico.


Per le medesime finalità è previsto il finanziamento di investimenti necessari alla realizzazione di progetti sperimentali per la promozione del trasporto scolastico sostenibile. In particolare, per gli anni 2020 e 2021 saranno finanziati progetti di realizzazione o implementazione del servizio di trasporto scolastico per i bambini della scuola dell’infanzia statale e comunale e per gli alunni delle scuole statali del primo ciclo di istruzione con mezzi di trasporto ibridi o elettrici.
Il beneficio è riservato ai comuni interessati dalle “procedure di infrazione dell’Unione Europea per mancato rispetto degli obiettivi europei di riduzione dei livelli di inquinamento dell’aria”, per un ambito territoriale con popolazione superiore a centomila abitanti. La domanda deve essere presentata da uno o più dei predetti comuni, anche in forma associata al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che selezionerà i progetti da finanziare in base alla portata del numero di studenti coinvolti e alla stima di riduzione dell’inquinamento atmosferico.
Le modalità di presentazione delle domande e le spese ammissibili ai fini del finanziamento saranno stabilite con successivo decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e il Ministro dell’economia e delle finanze.


AREE INTERESSATE DA PROCEDURE DI INFRAZIONE UE PER INQUINAMENTO DELL’ARIA OLTRE I LIMITI DEGLI OBIETTIVI EUROPEI






Procedure di infrazione comunitaria n. 2014/2147 (concentrazione PM10)

Procedure di infrazione comunitaria n. 2015/2043 (Superamento limiti NO2)

Valle del Sacco;
Roma;
Napoli;
Caserta;
Emilia Romagna – pianura ovest;
Emilia Romagna – pianura Est;
Milano;
Bergamo;
Brescia;
Lombardia – pianura ad elevata urbanizzazione A;
Lombardia – pianura ad elevata urbanizzazione B;
Lombardia – fondovalle D;
Piemonte – pianura;
Piemonte – collina;
Venezia-Treviso;
Padova;
Vicenza;
Verona;
Zona A1 – provincia del Veneto;
Prato Pistoia;
Valdarno Pisano e Piana Lucchese;
Conca ternana;
Zona costiera collinare beneventana;
Puglia – zona industriale;
Palermo.
Torino;
Milano;
Bergamo;
Brescia;
Firenze;
Genova;
Roma;
Catania;
Aree industriali.

Disponibili i codici tributo per il versamento dell’imposta di consumo sulle sigarette elettroniche

 



Istituiti i codici tributo ai fini del versamento delle somme dovute in caso di ritardato pagamento dell’imposta di consumo sui prodotti succedanei dei prodotti da fumo (Agenzia Entrate – risoluzione n. 86/2019).

L’Agenzia delle Entrate ha istituito i seguenti codici tributo:
– “5467” denominato “Imposta di consumo prodotti succedanei dei prodotti da fumo – indennità di mora – articolo 7, comma 4, decreto ministeriale 29 dicembre 2014”;
– “5468” denominato “Imposta di consumo prodotti succedanei dei prodotti da fumo – interessi sul ritardato pagamento – articolo 7, comma 4, decreto ministeriale 29 dicembre 2014”.


In sede di compilazione del modello “F24 Accise”, i codici tributo devono essere esposti nella “Sezione Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, indicando:
– nel campo “ente”, la lettera “M”;
– nel campo “provincia (prov.)”, la sigla della provincia di ubicazione del deposito del distributore;
– nel campo “codice identificativo”, nessun valore;
– nel campo “rateazione”, il valore “0101” oppure “0202”, nel caso in cui il versamento si riferisca, rispettivamente, all’imposta relativa ai primi quindici giorni del mese oppure dal giorno 16 alla fine del mese , nel formato “NNRR”;
– nei campi “mese” e “anno di riferimento”, rispettivamente, il mese e l’anno di immissione in consumo dei prodotti succedanei dei prodotti da fumo, nei formati “MM” e “AAAA”.

Manovra economica: il Governo ha varato il “decreto fiscale” e il disegno di “legge di Bilancio”

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha reso noto l’approvazione della manovra economico-finanziaria 2020, contenuta in due provvedimenti: il “decreto fiscale” e la “legge di bilancio”. Le misure adottate prevedono la cancellazione delle clausole IVA 2020, ma anche riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, lotta all’evasione, conferma dei sussidi APE Social e Opzione donna, incentivi per gli investimenti a tutela dell’ambiente, rifinanziamento degli incentivi “industria 4.0”, super e iper ammortamento, proroga detrazioni per interventi sugli edifici, rinnovo contratti pubblici (Comunicato stampa 16 ottobre 2019)

Le misure più urgenti sono contenute nel Decreto Fiscale, approvato nella forma di Decreto Legge, e saranno immediatamente applicabili con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le ulteriori disposizioni che completano la manovra economica sono contenute nel disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e il Bilancio pluriennale per il triennio 2020 – 2022, sottoposto al vaglio della Commissione Europea per le valutazioni di competenza, prima dell’approvazione da parte delle Camere.
I punti principali della manovra riguardano:


CANCELLAZIONE CLAUSOLA IVA 2020
Al fine di evitare un aumento delle imposte a carico dei consumatori, con ripercussioni sulla distribuzione e il commercio, gli incrementi dell’Iva pari a 23,1 miliardi di euro previsti a legislazione vigente per il 2020 sono stati completamente sterilizzati, senza ricorrere a interventi sulle rimodulazioni delle aliquote capaci di aumentare il gettito di tale imposta.


CUNEO FISCALE
Si riduce già dal 2020 il cuneo fiscale a carico dei lavoratori, avviando un percorso di diminuzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e di riforma complessiva del regime IRPEF per tutti i lavoratori dipendenti.


LOTTA ALL’EVASIONE
Vengono messe in campo politiche di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali in più settori. Si prevede un inasprimento delle pene per i grandi evasori. Si introducono misure per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera e l’aggiramento della normativa contrattuale in tema di appalti da parte di cooperative o imprese fittizie, che in tal modo evadono l’Iva e non procedono al versamento delle ritenute sui redditi dei lavoratori. Si rafforzano le misure contro le frodi nel settore dei carburanti. Si implementa il contrasto all’evasione e all’illegalità nel settore dei giochi, attraverso l’istituzione del registro unico degli operatori del gioco pubblico e il blocco dei pagamenti per i soggetti che operano dall’estero senza concessione, anche attraverso l’istituzione dell’agente sotto copertura.


PIANO CASHLESS
Con l’obiettivo di aumentare i pagamenti elettronici, si predispone un piano che prevede, tra l’altro, l’introduzione di un super bonus da riconoscersi all’inizio del 2021 in relazione alle spese effettuate con strumenti di pagamento tracciabili nei settori in cui è ancora molto diffuso l’uso del contante, nonché l’istituzione di estrazioni e premi speciali per le spese pagate con moneta elettronica e sanzioni per la mancata accettazione dei pagamenti con carte di credito o bancomat.


FAMIGLIE
Vengono destinate ulteriori ingenti risorse agli interventi per la famiglia, che saranno oggetto di un piano di razionalizzazione e semplificazione.


SALUTE
Si prevede la cancellazione del cosiddetto superticket in sanità, a partire dalla seconda metà del 2020, con un corrispondente incremento delle risorse previste per il sistema sanitario nazionale, destinate comunque ad aumentare nel prossimo triennio.


PREVIDENZA E WELFARE
Si conferma il sussidio economico che accompagna alla pensione categorie di lavoratori da tutelare (cosiddetta APE Social) e la possibilità per le lavoratrici pubbliche e private di andare in pensione anticipata anche per il 2020 (la cosiddetta “Opzione Donna”). Viene confermata anche l’esenzione dal canone RAI per gli anziani a basso reddito.


PERSONE DIVERSAMENTE ABILI
Per le politiche di sostegno alle persone diversamente abili vengono stanziate le risorse necessarie all’attuazione della delega in materia. Allo stesso tempo, nuove risorse sono previste in tre distinti fondi per la tutela del diritto al lavoro, per l’assistenza e per le esigenze di mobilità.


INVESTIMENTI PUBBLICI E PRIVATI E AMBIENTE
Si istituiscono due nuovi fondi per finanziare gli investimenti dello Stato e degli enti territoriali e un fondo per contribuire (con garanzie, debito o apporto di capitale di rischio) alla realizzazione di investimenti privati sostenibili nell’ambito del green new deal. A queste risorse vanno aggiunte quelle relative al sostegno degli investimenti privati sotto forma di contributi e di incentivi.


MEZZOGIORNO
Vengono destinate risorse ad interventi per incentivare gli investimenti delle imprese, alle infrastrutture sociali e al risparmio energetico nelle regioni del Mezzogiorno.


IMPRESE E INNOVAZIONE
Si stanziano le risorse necessarie a proseguire gli incentivi del programma “Industria 4.0” per sostenere gli investimenti privati e favorire il rinnovo dei sistemi produttivi: tra questi il Fondo centrale per le piccole e medie imprese; il super e l’iper ammortamento (per beni tecnologici, software ed economia circolare); il rifinanziamento della legge Sabatini; il credito di imposta per la “Formazione 4.0”.


DETRAZIONI
Vengono prorogate le detrazioni per la riqualificazione energetica, gli impianti di micro-cogenerazione e le ristrutturazioni edilizie, oltre a quelle per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione della propria abitazione. Viene introdotta per il 2020 una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici (il “bonus facciate”) per dare un nuovo volto alle nostre città.


RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI
Sono ampliati gli stanziamenti del triennio 2019-2021 per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego del comparto Stato.

Prorogati i termini dei versamenti tributari e contributivi sospesi per eventi sismici


Il decreto “clima” pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 14 ottobre 2019, n. 241, ha sostituito il termine del 15 ottobre 2019 con quello del 15 gennaio 2020 (art. 8, Decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111).

Con riferimento alla sospensione dei termini tributari a favore dei contribuenti colpiti dagli eccezionali eventi sismici del giorno 24 agosto 2016 verificatisi nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria il “decreto clima” ha prorogato ulteriormente i termini per i versamenti.
Le somme oggetto di sospensione non vanno più versate entro il 15 ottobre 2019, ovvero, mediante rateizzazione fino a un massimo di 120 rate mensili di pari importo, con il versamento dell’importo corrispondente al valore delle prime cinque rate entro il 15 ottobre 2019 ma entro il 15 gennaio 2020, ovvero, mediante rateizzazione fino a un massimo di 120 rate mensili di pari importo, con il versamento dell’importo della prima rata entro il 15 gennaio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.
Con riferimento, invece, alla sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, questi non dovranno più essere effettuati entro il 15 ottobre 2019, anche mediante rateizzazione fino a un massimo di 120 rate mensili di pari importo, con il versamento dell’importo corrispondente al valore delle prime cinque rate entro il 15 ottobre 2019, ma bensì entro il 15 gennaio 2020, anche mediante rateizzazione fino a un massimo di 120 rate mensili di pari importo, con il versamento dell’importo della prima rata entro il 15 gennaio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.

 


Bibite alla spina: arrivano gli incentivi alla vendita


Contributi economici per gli esercizi di vicinato e medie strutture di vendita che si attrezzano per incentivare il consumo di prodotti sfusi o alla spina (art. 7, D.L. n. 111/2019).

Al fine di ridurre la produzione di rifiuti e contenere gli effetti climalteranti, agli esercenti commerciali di vicinato e di media struttura, che attrezzano spazi dedicati alla vendita ai consumatori di prodotti alimentari e detergenti, sfusi o alla spina, è riconosciuto, in via sperimentale, un contributo economico a fondo perduto pari alla spesa sostenuta e documentata per un importo massimo di euro 5.000 ciascuno, corrisposto secondo l’ordine di presentazione delle domande ammissibili, nel limite complessivo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, sino ad esaurimento delle predette risorse e a condizione che il contenitore offerto dall’esercente non sia monouso.


Entro due mesi saranno definite le modalità per l’ottenimento del contributo nonché per la verifica dello svolgimento dell’attività di vendita per un periodo minimo di tre anni a pena di revoca del medesimo contributo.

Cessione del credito per detrazione interventi di riqualificazione energetica


L’Agenzia delle entrate con la risposta 15 ottobre 2019, n. 415 ha affermato che il collegamento necessario ai fini della cedibilità del credito va individuato nel “rapporto che ha dato origine alla detrazione”, ciò allo scopo di evitare che le cessioni dei crediti in argomento si trasformino, di fatto, in strumenti finanziari negoziabili con il rischio di una riclassificazione degli stessi e conseguenti impatti negativi sui saldi di finanza pubblica.

A decorrere dal 1° gennaio 2017, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali che interessino l’involucro dell’edificio, con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo, nonché per quelli finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno la qualità media, i condòmini possono optare per la cessione del credito corrispondente alla detrazione (pari, rispettivamente, al 70 o al 75 per cento delle spese sostenute) ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con facoltà di successiva cessione del credito.
A decorrere dal 1° gennaio 2018, la possibilità di cedere il credito corrispondente alla detrazione spettante per tutti gli interventi di riqualificazione energetica è stata estesa anche ad altri edifici, ivi compresi quelli effettuati sulle singole unità immobiliari.
In ordine ai soggetti a favore dei quali può essere effettuata la cessione del credito per “soggetti privati” cessionari devono intendersi i soggetti diversi dai fornitori, sempreché collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.
La detrazione potrà essere ceduta, a titolo esemplificativo, nel caso di interventi condominiali, nei confronti degli altri soggetti titolari delle detrazioni spettanti per i medesimi interventi condominiali ovvero, più in generale, nel caso in cui i lavori vengano effettuati da soggetti societari appartenenti a un gruppo, nei confronti delle altre società del gruppo ad esclusione, tuttavia, per i soggetti diversi dai cd. no tax area, degli istituti di credito e degli intermediari finanziari.
Nel caso di lavori effettuati da un’impresa appartenente a un Consorzio oppure a una Rete di imprese, il credito corrispondente alla detrazione può essere ceduto anche agli altri consorziati o retisti, anche se non hanno eseguito i lavori, o direttamente al Consorzio o alla Rete.
Nel caso in cui il fornitore del servizio si avvalga di un sub-appaltatore per eseguire l’opera, la cessione del credito può essere effettuata anche a favore di quest’ultimo o, ancora, a favore del soggetto che ha fornito i materiali necessari per eseguire l’opera, trattandosi comunque di soggetti che presentano un collegamento con l’intervento e, quindi, con il rapporto che ha dato origine alla detrazione.
In sintesi, il collegamento necessario ai fini della cedibilità del credito va individuato nel “rapporto che ha dato origine alla detrazione”, ciò allo scopo di evitare che le cessioni dei crediti in argomento si trasformino, di fatto, in strumenti finanziari negoziabili con il rischio di una riclassificazione degli stessi e conseguenti impatti negativi sui saldi di finanza pubblica.
Nell’ipotesi di soci ai quali la società ha imputato per trasparenza la detrazione derivante dalle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica non possono questi cedere alla società il credito corrispondente alla suddetta detrazione in quanto tale facoltà non è disciplinata dalla previsione normativa in argomento.
Laddove, dunque, venisse consentita tale possibilità di retrocedere il credito all’originario titolare della detrazione si realizzerebbe l’effetto di permettere al beneficiario stesso di optare, in alternativa alla detrazione, per la fruizione di un corrispondente credito d’imposta, facoltà non prevista dalla norma.

Agevolazioni per investimenti in “start up innovative” senza maggiorazione 2019

Con la Risposta all’interpello n. 410 dell’11 ottobre 2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in assenza dell’autorizzazione della Commissione Europea, non è possibile applicare le maggiorazioni delle agevolazioni fiscali previste per il 2019 in relazione agli investimenti in start up innovative.

Al fine di incentivare gli investimenti in start up innovative, regolarmente iscritte nella relativa sezione speciale del Registro delle Imprese, a partire dal 1° gennaio 2017, sono riconosciuti determinati benefici fiscali ai soggetti che investono nel capitale sociale di tali società, sia direttamente sia indirettamente tramite organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o altre società che investono prevalentemente nelle predette start up innovative.
Gli incentivi fiscali consistono:
– per le persone fisiche, in una detrazione dall’imposta sul reddito (IRPEF) pari al 30 per cento dell’ammontare investito, per un conferimento massimo di 1 milione di euro;
– per le società di capitali, in una deduzione dall’ammontare imponibile a fini IRES pari al 30 per cento dell’investimento, con soglia fissata a 1,8 milioni di euro.
Per il solo anno 2019, tale agevolazioni fiscali sono state rafforzate, incrementando le aliquote:
– dal 30 al 40 per cento per i soggetti IRPEF e IRES che investono in start up innovative;
– dal 30 al 50 per cento per i soggetti IRES, diversi da start up innovative, che effettuano investimenti finalizzati all’acquisizione dell’intero capitale sociale di start up innovative, a condizione che sia mantenuto per almeno 3 anni.
L’applicazione delle maggiorazioni previste per il 2019, tuttavia, sono subordinate all’autorizzazione della Commissione Europea.
In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che allo stato attuale, non essendo intervenuta l’autorizzazione della Commissione europea, non sussistono le condizioni per poter dare applicazione alle agevolazioni maggiorate per l’anno 2019. Pertanto, restano applicabili nella misura e alle condizioni previste in origine.
La situazione non consente, altresì, la formulazione di un parere da parte dell’Agenzia delle Entrate riguardo all’ambito applicativo dei predetti benefici fiscali.