Bonus per servizi di baby-sitting: proroga del termine


Con messaggio 05 marzo 2021, n. 950, l’Inps rende noto che il termine per l’appropriazione del bonus per servizi di baby-sitting e per l’inserimento nel Libretto Famiglia delle prestazioni di lavoro svolte è prorogato alla data del 30 aprile 2021.


Per far fronte all’emergenza derivante dal contagio da COVID-19 – come noto – gli articoli 23 e 25 del DL n. 18/2020 e successive modificazioni, hanno previsto, in seguito ai provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, misure di sostegno alle famiglie per l’assistenza e la sorveglianza dei figli minori. In alternativa, allo specifico congedo parentale, è stata prevista la possibilità di fruire di unbonus per i servizi di baby-sitting, per il periodo dal 5 marzo 2020 al 31 agosto 2020, nel limite massimo complessivo di 1.200 euro ovvero di 2.000 euro a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore da utilizzare per remunerare le prestazioni di lavoro effettuate nel periodo di sospensione delle predette attività didattiche.
Con le circolari Inps n. 44 e n. 73/2020, e da ultimo, con messaggio n. 101/2021, sono state fornite le indicazioni relative alla fruizione della misura di sostegno e quelle sulle modalità di erogazione della stessa da parte dell’Istituto, mediante il Libretto Famiglia.
Successivamente, l’articolo 14 del DL n. 149/2020 (poi abrogato dalla L. n. 176/2020, in base alla quale, tuttavia, restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto) ha previsto l’erogazione di uno o più bonus per servizi di babysitting a favore dei genitori lavoratori delle regioni situate nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e con livello di rischio alto (c.d. zone rosse), individuate con ordinanze del Ministro della Salute ai sensi dell’articolo 3 del DPCM 3 novembre 2020.
Anche la fruizione di tali bonus è avvenuta tramite il Libretto Famiglia, per le prestazioni lavorative di baby-sitting svolte a decorrere dal 9 novembre 2020 (data di entrata in vigore del DL n. 149/2020) e sino al 3 dicembre 2020. Le relative istruzioni sono state fornite con il messaggio n. 4678/2020.
In particolare, per consentire la fruizione del beneficio per tutte le istanze accolte o in via di accoglimento, è stato fissato al 28 febbraio 2021 il temine entro cui procedere all’appropriazione del bonus nell’apposita piattaforma delle prestazioni occasionali e per la comunicazione delle prestazioni svolte dai lavoratori nei periodi sopra indicati.
Tuttavia, considerata la situazione in atto, e allo scopo di consentire la fruizione del beneficio alle istanze ancora in accoglimento, il suddetto termine è prorogato alla data del 30 aprile 2021.
Per garantire il rispetto del termine suddetto, le Strutture territoriali dovranno procedere al completamento dell’istruttoria e alla definizione delle istanze in questione improrogabilmente entro la data del 14 aprile 2021, fermo restando che il genitore beneficiario dovrà inserire le prestazioni occasionali nel Libretto Famiglia entro e non oltre la data del 30 aprile 2021.
Si ricorda che, in caso di accoglimento della domanda, per poter ottenere il pagamento della prestazione il genitore utilizzatore e il prestatore devono preliminarmente registrarsi sulla piattaforma delle prestazioni occasionali, accessibile sul sito www.inps.it.
L’utilizzatore e il prestatore possono accedere alla procedura direttamente, con l’utilizzo delle credenziali personali; avvalendosi dei servizi del Contact Center Multicanale; oppure tramite Enti di patronato.
All’atto della registrazione, gli utilizzatori e i prestatori dovranno fornire le informazioni identificative necessarie, in particolare, il prestatore deve compilare correttamente i campi relativi alle modalità di pagamento delle prestazioni.
Il genitore beneficiario dovrà procedere alla c.d. appropriazione telematica del bonus per l’acquisto dei servizi di baby-sitting, tramite i canali telematici indicati nella domanda stessa (SMS, indirizzo e-mail o PEC). Tale appropriazione consentirà al beneficiario di visualizzare nel “portafoglio elettronico” l’importo concessogli e di disporne per la remunerazione delle prestazioni lavorative, che devono essere comunicate in procedura dopo il loro svolgimento (tramite la piattaforma telematica INPS o avvalendosi dei servizi di Contact Center Multicanalemessi a disposizione dall’INPS).
Come già precisato in passato, l’utilizzatore dovrà specificare l’intenzione di usufruire del “Bonus Covid 19” per il pagamento della prestazione e, inoltre, verificare che la procedura riporti correttamente i dati della domanda accolta e la tipologia di attività “Acquisto di servizi di baby-sitting (DL 18/2020 – Misure COVID 19)”.

Prima tranche di una Tantum a marzo per i marittimi


 



 


Con la busta paga del mese di marzo spetta la prima tranche di un tantum al settore privato dell’Industria Armatoriale.


 


Per iI periodo compreso fra il mese di gennaio 2018 e il mese di dicembre 2020 è determinata una cifra una-tantum di cui all’Allegato 1 che verrà corrisposta, esclusivamente ai marittimi italiani e comunitari in forza alla data della firma del presente accordo, in base ai criteri di seguito indicati.
Con riferimento ai marittimi in C.R.L., l’importo una tantum da corrispondere verrà calcolato moltiplicando un trentaseiesimo di tale cifra (quota mensile) per ogni mese o pro-rata di permanenza in C.R.L. tra il 1/1/2018 e il 31/12/2020.
Con riferimento ai marittimi in T.P., l’importo una tantum da corrispondere verrà calcolato moltiplicando la suddetta quota mensile o pro-rata per ogni mese di imbarco effettuato nel periodo intercorrente tra il 1/1/2018 e il 31/12/2020.
Gli importi così calcolati saranno corrisposti in tre tranches, la prima con le competenze di marzo 2021 (o, per i marittimi in TP, del primo mese di imbarco successivo al mese di marzo 2021), la seconda con le competenze di ottobre 2021 (o, per i marittimi in TP, del primo mese di imbarco successivo al mese di ottobre 2021), la terza con le competenze di gennaio 2022 (o, per i marittimi in TP, del primo mese di imbarco successivo al mese di gennaio 2022).
Qualora il marittimo, avente diritto all’importo una tantum, venga cancellato definitivamente dalla C.R.L. o dall’elenco del T.P. della Società prima che gli siano state riconosciute le suddette tranches, queste ultime gli verranno corrisposte al momento della liquidazione delle spettanze di fine rapporto.










































































































































































































































Livelli

Una tantum (prima tranche)

Comandante – navi superiori a 3.000 tsl 421,17
Direttore di macchina – navi superiori a 3.000 tsl 398,75
Padrone marittimo su mezzi navali speciali (SAIPEM) 368,08
Meccanico navale su mezzi navali speciali (SAIPEM) 368,08
1° Ufficiale extra mediterraneo / lungo corso 273,42
1° Ufficiale mediterraneo 269,17
2° Ufficiale extra mediterraneo / lungo corso 230,92
2° Ufficiale mediterraneo 225,79
3° Ufficiale extra mediterraneo / lungo corso 214,86
3° Ufficiale mediterraneo 210,87
Ufficiale Elettrotecnico extra medit. /lungo corso 214,86
Ufficiale Elettrotecnico mediterraneo 210,87
3° Ufficiale Junior extra mediterraneo / lungo corso 171,89
3° Ufficiale Junior mediterraneo 168,70
Sottufficiale Capo Servizio / Nostromo 200,00
Sottufficiale/cuoco/cambusiere/ottonaio/carpentiere/

tankista/elettricista

192,52
Comune di coperta e di macchina/comune polivalente/marinaio/cameriere/2°cuoco/fuochista/

ingrassatore/barista regionali

170,57
Carbonaio 169,88
Assistente Commissario + 12 mesi 170,81
Assistente Commissario + 6 -12 mesi 164,78
Assistente Commissario – 6 mesi 155,48
Giovanotto di macchina / giovanotto di 1.a / garzone di 1.a 154,00
Giovanotto di 2.a/garzone di 2.a/garzone di cucina 148,52
Mozzo / Piccolo di camera e cucina / Allievo comune polivalente 141,70
Com.te con abilitazione fino a 3000 GT imbarcato su navi da 151 tsl a 3.000 tsl o 4.000 toc. 273,42
Dir.re di macch. con abilitazione fino a 3000 kw imbarcato su navi da 151 a 3.000 tsl o 4.000 toc. 273,42
1° Uff.le con abilitazione fino a 3000 GT/3000 kw imbarcato su navi da 151 tsl a 3.000 tsl o 4.000 tsc. 233,75
2° Uff.le con abilitazione fino a 3000 GT/3000 kw imbarcato su navi da 151 tsl a 3.000 tsl o 4.000 tsc. 203,58
Comandante in 2.a su navi da crociera 370,56
Direttore di macchina in 2.a su navi da crociera 370,56
Direttore sanitario su navi da crociera 398,75
1° Ufficiale/1° Commissario/ Medico di bordo su navi da crociera 253,53
2° Ufficiale/2° Commissario su navi da crociera 216,16
3° Ufficiale/3° Commissario su navi da crociera /Ufficiale elettrotecnico 202,06
Sottufficiale capo servizio su navi da crociera 185,87
Sottufficiale/1° guardarobiere/ tipografo/ assistente ufficio su navi da crociera 179,32
Comune/2° cuoco/lavandaio/stiratrice su navi da crociera 159,76
Carbonaio su navi da crociera 157,77
3° cuoco su navi da crociera 150,70
Giovanotto di 1.a / giovanotto di macchina / garzone di 1.a / garzone di cucina e lavanderia su navi da crociera 142,88
Giovanotto di 2.a / garzone di 2.a su navi da crociera 137,67
Mozzo / Piccolo / Accompagnatrice turistica su navi da crociera 131,24
Allievo commiss. + 1 su navi da crociera 113,53
Allievo commiss. – 1 su navi da crociera 109,45
Allievo cuoco + 1 su navi da crociera 113,53
Allievo cuoco – 1 su navi da crociera 109,45
Comandante Rimorchiatori 262,58
Direttore di Macchina Rimorchiatori 262,58
1° Ufficiale Rimorchiatori 224,01
2° Ufficiale Rimorchiatori 215,18
Sottufficiale Rimorchiatori 202,85
Comune Rimorchiatori 192,84
Giovanotto Rimorchiatori 161,09
Mozzo Rimorchiatori 154,65
Comandante aliscafi 324,52
Direttore di macchina aliscafi 305,43
1° Ufficiale aliscafi 223,58
Sottufficiale aliscafi 192,52
Comune aliscafi 170,57
Giovanotto aliscafi 154,77
Mozzo aliscafi 145,76
Conduttore / comandante / direttore di macchina su navi fino a 151 tsl 206,15
Comandante / conduttore su navi fino a 151 tsl, servizi antinquinamento e disinquinamento 206,15
Direttore di macchina su navi fino a 151 tsl, servizi antinquinamento e disinquinamento 206,15
1° Ufficiale su navi fino a 151 tsl 181,37
Ufficiale su navi fino a 151 tsl 175,11
Sottufficiale su navi fino a 151 tsl 168,85
Comune su navi fino a 151 tsl 150,53
Giovanotto su navi fino a 151 tsl 131,49
Mozzo su navi fino a 151 tsl 127,03
Comandante del diporto 206,15
Direttore di macchina del diporto 206,15
Capitano del diporto 193,76
Ufficiale di navigazione del diporto 176,40
Sottufficiale del diporto 168,85
Comune del diporto 150,53
Qualifiche iniziali del diporto 127,03


 


PERSONALE DI TERRA” – CONFITARMA


Al personale di terra in forza alla data della firma del presente accordo verrà erogata una cifra una tantum in base ai criteri di seguito indicati:
– Ai dipendenti assunti prima dell’1/1/2018 l’importo sarà corrisposto per intero.
– Ai dipendenti assunti dopo il 1/1/2018, l’importo una tantum da corrispondere verrà calcolato moltiplicando un trentaseiesimo di tale cifra (quota mensile) per ogni mese o pro-rata di anzianità compresa tra il 1/1/2018 e il 31/12/2020.
– Ai dipendenti in regime di part-time l’importo sarà erogato in proporzione all’orario di lavoro.
Gli importi così calcolati saranno corrisposti in tre tranches, la prima con le competenze di marzo 2021, la seconda con le competenze di ottobre 2021, la terza con le competenze di gennaio 2022,.
Qualora il rapporto di lavoro di un addetto di terra, avente diritto all’importo una tantum, cessi prima che gli siano state riconosciute le suddette tranches, queste ultime gli verranno corrisposte al momento della liquidazione delle spettanze di fine rapporto.































Livelli di inquadramento

Una tantum


(importo complessivo)

Una tantum


(prima tranche)

979,50 261,20
862,68 230,05
750,00 200,00
708,80 189,01
625,13 166,70
567,77 151,40
540,95 144,25

Firmato accordo sul Fondo Nuove Competenze nel Terziario Padova

Siglato, tra la Confcommercio Imprese per l’Italia -Ascom Padova, CGIL di Padova, la FISASCAT-CISL Padova Rovigo, la UILTUCS di Padova, il contratto collettivo territoriale per l’accesso alle prestazioni del Fondo Nuove Competenze per i lavoratori dipendenti di aziende dei settori terziario, distribuzione e servizi della provincia di Padova.

Le Parti condividono la necessità di consentire alle imprese che operano nei settori terziario, distribuzione e servizi della Provincia di Padova, fortemente interessate dagli effetti negativi dell’epidemia, di attivare percorsi formativi mirati ad incrementare le competenze dei lavoratori, attraverso la temporanea rimodulazione dell’orario di lavoro, al fine di rilanciare le attività economiche.
I progetti formativi devono essere impostati tenendo in considerazione il limite massimo delle ore da destinare allo sviluppo delle competenze per lavoratore, pari a 250 ore.
Le attività di sviluppo delle competenze devono concludersi entro 90 giorni decorrenti dalla data di approvazione della domanda da parte dell’Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro, ovvero 120 giorni nei casi in cui sia previsto il coinvolgimento dei Fondi interprofessionali;
II Fondo Nuove Competenze rimborsa il costo, comprensivo dei contributi previdenziali e assistenziali, delle ore di lavoro in riduzione destinate alla frequenza dei percorsi di sviluppo delle competenze da parte dei lavoratori. I lavoratori non subiranno alcuna diminuzione della retribuzione relativamente alle ore in cui sono impegnati nello svolgimento dei programmi formativi.
Nei periodi in cui vengono svolti i percorsi formativi oggetto del presente accordo non è consentito alle aziende l’accesso agli ammortizzatori sociali.
Le domande che vengono presentate all’Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro potranno essere accolte nei limiti degli attuali fondi stanziati.
Possono svolgere il ruolo di soggetto erogatore della formazione, anche a distanza, le stesse imprese che presentano le domande di contributo, laddove siano in possesso degli idonei requisiti tecnici e professionali, oppure soggetti esterni in possesso dei requisiti richiesti, ovvero per il tramite di uno egli enti di formazione accreditati presso gli Enti Bilaterali.
Le imprese interessate all’avvio di percorsi formativi mirati allo sviluppo delle competenze dei lavoratori possono rivolgersi all’Ente Bilaterale Terziario della Provincia di Padova, inviando, attraverso pec all’indirizzo entebilateralepadova@legalmail.it. la richiesta formale di adesione al presente Accordo Territoriale, con l’impiego della modulistica che viene messa a disposizione tramite il portale dell’Ente stesso (www.entebilateralepadova.it/terziario).


Cassa Edile di Verbania: ultime comunicazioni



La Cassa Edile del Verbano Cusio Ossola, riporta la tabella riepilogativa delle contribuzioni vigenti e la comunicazione relativa alla percentuale di assoggettabilità fiscale del contributo Cassa Edile per l’anno 2020


Contribuzioni vigenti
















































Contribuzioni

% Impresa

% Lavoratore

% Totale

CASSA EDILE 1,8750 0,3750 2,2500
S.E.For.S. 1,0000 0 1,0000
FONDO NAZIONALE ANZIANITA’ PROFESSIONALE EDILE 3,9100 0 3,9100
FONDO NAZIONALE PREPENSIONAMENTI 0,2000 0 0,2000
QUOTE ADESIONE CONTRATTUALE TERRITORIALI 0,5555 0,5555 1,1110
QUOTE ADESIONE CONTRATTUALE NAZIONALI 0,2222 0,2222 0,4444
TOTALE 7,7627 1,1527 8,9154
FONDO NAZIONALE INCENTIVO ALL’OCCUPAZIONE 0,1000 0 0,1000
FONDO NAZIONALE SANITARIO OPERAI 0,6000 0 0,6000


Assoggettabilità Fiscale Contributo Cassa Edile


La Cassa Edile VCO informa che avendo provveduto a calcolare l’incidenza percentuale sull’imponibile Cassa Edile delle prestazioni assistenziali erogate, la percentuale di assoggettabilità fiscale, riferita esclusivamente ai lavoratori iscritti presso la stessa, è risultata pari allo 0,63% (0,58% per assistenza sanitaria + 0,05% per assistenza non sanitaria).
Detta percentuale assume valore definitivo per l’anno 2020, senza necessità di conguaglio poiché invariata rispetto a quella precedentemente comunicata, e dovrà essere provvisoriamente adottata per la determinazione dell’imponibile fiscale degli operai per l’anno 2021, fatta salva la necessità di un eventuale conguaglio che sarà prontamente comunicato

Apprendistato, gli effetti della mancata nomina del tutor e dell’assenza del piano formativo


In materia di apprendistato professionalizzante, la decadenza dal regime di sottocontribuzione può realizzarsi solo nel caso in cui l’inadempimento datoriale abbia avuto un’obiettiva gravità e si sia concretizzato nella totale mancanza di formazione, teorica e pratica, oppure in una attività formativa carente o inadeguata rispetto agli obiettivi propri del contratto, a nulla rilevando le mancanze formali, come la mancata nomina del tutor o la redazione del piano formativo individuale o la tenuta libretto formativo, che non siano sfociate in alcun inadempimento sostanziale del contratto (Corte di Cassazione, ordinanza 18 febbraio 2021, n. 4416)


Una Corte d’appello territoriale, confermando la pronuncia di primo grado, aveva dichiarato non dovuto dal titolare di un’impresa individuale, quanto preteso dall’Inps a titolo di maggior contribuzione derivante dalla violazione di taluni obblighi previsti a latere della stipula di un contratto di apprendistato professionalizzante, concluso con una lavoratrice sotto la vigenza della disciplina di cui al D.Lgs. n. 276/2003.
Avverso tale pronuncia l’Inps propone così ricorso per Cassazione, lamentando violazione e falsa applicazione della legge (art. 53, D.Lgs. n. 276/2003), per avere la Corte di merito erroneamente ritenuto che il regime di sottocontribuzione possa comunque applicarsi anche ad un contratto di apprendistato in relazione al quale non risultava la nomina del tutor, né la redazione di un piano formativo individuale e né la tenuta del c.d. libretto formativo.
La disposizione in parola (peraltro, riproprosta nella vigente normativa sull’apprendistato) stabilisce infatti che in caso di inadempimento nella erogazione di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che sia tale da impedire, tra l’altro, il conseguimento di una qualifica professionale mediante la formazione sul lavoro e la acquisizione di competenze di base, trasversali e tecnico-professionali, il datore di lavoro è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100%.
Ad avviso dell’Istituto, il tenore testuale della disposizione normativa, attribuerebbe rilevanza a qualsiasi condotta datoriale, anche innominata, che impedisca la realizzazione della finalità formativa e professionalizzante propria del contratto, restando invece escluse tutte quelle violazioni di carattere formale che non abbiano impedito il conseguimento di tale finalità.
Secondo la Suprema Corte il ricorso non merita accoglimento.
Nella specie, infatti, i giudici di merito hanno accertato che era stato il datore di lavoro a svolgere le funzioni di tutor e a provvedere alla formazione della lavoratrice senza soluzione di continuità, consentendole di acquisire le competenze e le professionalità dedotte nell’oggetto del contratto, malgrado le mancanze formali evidenziate, che non erano sfociate in alcun inadempimento sostanziale del contratto.
Orbene, attesa l’intangibilità in sede di legittimità di tale accertamento di fatto, la decadenza dal regime di sottocontribuzione può ritenersi realizzata solo nel caso in cui, sulla base della concreta vicenda dedotta in giudizio, l’inadempimento datoriale abbia avuto un’obiettiva gravità, concretizzandosi nella totale mancanza di formazione, teorica e pratica, oppure in una attività formativa carente o inadeguata rispetto agli obiettivi propri del contratto (Corte di Cassazione, sentenza n. 8564/2018).

Permessi di soggiorno: validità prorogata al 30 aprile 2021


Si forniscono precisazioni sulla proroga della validità dei permessi di soggiorno.


I permessi di soggiorno in scadenza sono automaticamente prorogati fino al prossimo 30 aprile 2021. In particolare, sono prorogati per legge, fino al medesimo termine del 30 aprile 2021, anche: i termini per la conversione dei permessi di soggiorno da studio a lavoro subordinato e da lavoro stagionale a lavoro subordinato non stagionale; le autorizzazioni al soggiorno, secondo cui, gli stranieri muniti del permesso di soggiorno o di altra autorizzazione che conferisce il diritto a soggiornare, rilasciati dall’autorità di uno Stato membro dell’Unione europea e validi per il soggiorno in Italia, sono tenuti a dichiarare la loro presenza al questore entro otto giorni lavorativi dal suo ingresso nel territorio dello Stato. Agli stessi è rilasciata idonea ricevuta della dichiarazione di soggiorno; i documenti di viaggio rilasciati ai titolari di protezione internazionale; la validità dei nulla osta rilasciati per lavoro stagionale; la validità dei nulla osta rilasciati per il ricongiungimento familiare; la validità dei nulla osta rilasciati per lavoro nei casi particolari (ricerca, blue card, trasferimenti infrasocietari).
Le disposizioni in argomento si applicano anche ai permessi di soggiorno rilsciati per lavoro subordinato a tempo determinato e indeterminato, lavoro stagionale, ingresso e soggiorno per lavoro autonomo, per motivi familiari, nonché alle richieste di conversione.

Assistenza Sanitaria CCNL CIFA-CONFSAL: il nuovo Regolamento del Fondo SanARCom

In vigore dall’1/1/2021 il nuovo Regolamento SanARCom che disciplina le attività del Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i dipendenti delle Aziende che applicano i CCNL siglati da CIFA e CONFSAL

Il presente Regolamento, che disciplina le attività del Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa, per i dipendenti delle Aziende che applicano i CCNL siglati da CIFA e CONFSAL, entra in vigore a partire dal 1° gennaio 2021.

Soggetti obbligati e beneficiari
Tutti i datori di lavoro che aderiscono o che applicano i CCNL stipulati da CIFA e CONFSAL hanno l’obbligo di iscrivere i lavoratori a SanARCom.
Il presente Regolamento è valido per i lavoratori subordinati a tempo pieno o parziale, a tempo indeterminato e gli apprendisti. Sono esclusi dall’applicazione i lavoratori con la qualifica di quadri e dirigenti, per i quali vigono appositi Regolamenti.
Sono altresì beneficiari delle prestazioni di SanARCom tutti i lavoratori a termine, purché la durata del contratto sia superiore ai 3 mesi. E’ infine consentita l’iscrizione a SanARCom dei dipendenti delle Associazioni Datoriali e Sindacali firmatarie dell’Accordo Interconfederale prima richiamato, e delle Organizzazioni ed Enti Bilaterali collegati, e delle loro articolazioni territoriali e/o associative.

Contribuzione
L’azienda aderente a SanARCom può scegliere, per i propri dipendenti, tra tre diversi piani sanitari caratterizzati da un’offerta di prestazioni via via più ampia:

1. l’OPZIONE 1 prevede un contributo ordinario fissato in 12,00 euro per ciascun dipendente per 12 mensilità, di cui euro 10,00 a carico dell’azienda ed euro 2,00 a carico del lavoratore;
2. l’OPZIONE 2 prevede un contributo ordinario fissato in 16,00 euro per ciascun dipendente per 12 mensilità, di cui euro 14,00 a carico dell’azienda ed euro 2,00 a carico del lavoratore;
3. l’OPZIONE 3 prevede un contributo ordinario fissato in 18,00 euro per ciascun dipendente per 12 mensilità, di cui euro 16,00 a carico dell’azienda ed euro 2,00 a carico del lavoratore

A tale contribuzione mensile deve essere aggiunta la somma “Una Tantum” di euro 30, totalmente a carico del datore di lavoro, quale quota di iscrizione per ogni lavoratore beneficiario.
La quota di iscrizione “Una tantum” non sarà dovuta solo per i lavoratori che siano oggetto di passaggio da un qualsiasi altro fondo di assistenza sanitaria integrativa a SanARCom.

Obbligo contributivo
Per i dipendenti di aziende che applicano i CCNL sottoscritti da CIFA e CONFSAL l’iscrizione al Fondo, come chiarito dalle circ. Min Lav. 80/2010 e 43/2010, è un diritto contrattuale di natura retributiva del lavoratore. Pertanto, il datore di lavoro che ometta il versamento delle quote destinate al Fondo è tenuto a corrispondere al lavoratore un E.D.R. (Elemento Distinto della Retribuzione) dagli importi stabiliti dai rispettivi CCNL di riferimento. L’Elemento Distinto della Retribuzione rientra nella retribuzione di fatto e nella base di calcolo per il trattamento di fine rapporto. L’obbligo contrattuale viene assolto mediante il versamento della quota di iscrizione “Una tantum” e dei contributi ordinari.

Adesione Nucleo Familiare
E’ consentita l’iscrizione a SanARCom, totalmente a carico del lavoratore, dei componenti del nucleo familiare. L’adesione deve riguardare tutti i componenti del nucleo familiare. Per nucleo familiare si intende il coniuge o il convivente more uxorio, i figli minorenni, i figli fiscalmente a carico fino all’età di anni 26, tutti risultanti dallo stato di famiglia. I figli dei dipendenti della stessa Azienda/Associato coniugati o conviventi more uxorio dovranno essere inseriti in copertura esclusivamente nel nucleo del coniuge o convivente con l’età anagrafica maggiore tra i due. Nel caso in cui entrambi i coniugi o conviventi more uxorio siano dipendenti della stessa Azienda/Associato e titolari del piano sanitario, non potranno anche essere inseriti con la qualifica di familiare nel nucleo del rispettivo coniuge o convivente.
L’adesione del nucleo familiare deve essere effettuata contestualmente all’iscrizione del dipendente presso il Fondo o, in alternativa, dal 1° al 31 ottobre di ogni anno.
L’inclusione di familiari in un momento successivo all’iscrizione o alle predette date è consentita solamente in caso di variazione dello stato di famiglia per matrimonio, nuovo nato o nuova convivenza.
Il lavoratore iscritto a SanARCom che intende iscrivere il proprio nucleo familiare deve accedere alla propria Area Riservata su Gestionale SanARCom e seguire la procedura prevista per l’adesione del nucleo familiare.
Sulle informazioni autocertificate relative al nucleo familiare, SanARCom può in qualunque momento effettuare controlli chiedendo all’iscritto idonea certificazione. Il mancato riscontro determinerà la decadenza del diritto all’assistenza sanitaria del familiare/convivente interessato. La falsa dichiarazione farà, inoltre, incorrere l’iscritto nelle sanzioni civili e penali previste dalla legge.



I contributi annuali di iscrizione del nucleo familiare, a carico del lavoratore, ammontano, relativamente all’Opzione 1 su riportata, a:
– n. 1 componente oltre all’iscritto pari ad € 250,00
– n. 2 componente oltre all’iscritto pari ad € 490,00
– n. 3 componente oltre all’iscritto pari ad € 720,00
– n. 4 componente oltre all’iscritto pari ad € 940,00
– n. 5 componente oltre all’iscritto pari ad € 1.140,00

I contributi annuali di iscrizione del nucleo familiare, a carico del lavoratore, ammontano, relativamente all’Opzione 2 su riportata, a:
– n. 1 componente oltre all’iscritto pari ad € 268,00
– n. 2 componente oltre all’iscritto pari ad € 525,00
– n. 3 componente oltre all’iscritto pari ad € 772,00
– n. 4 componente oltre all’iscritto pari ad € 1.007,00
– n. 5 componente oltre all’iscritto pari ad € 1.222,00

I contributi annuali di iscrizione del nucleo familiare, a carico del lavoratore, ammontano, relativamente all’Opzione 3 su riportata, a:
– n. 1 componente oltre all’iscritto pari ad € 305,00
– n. 2 componente oltre all’iscritto pari ad € 595,00
– n. 3 componente oltre all’iscritto pari ad € 875,00
– n. 4 componente oltre all’iscritto pari ad € 1.140,00


– n. 5 componente oltre all’iscritto pari ad € 1.485,00


II versamento della contribuzione utile all’estensione della polizza al nucleo familiare va effettuato in un’unica soluzione tramite bonifico bancario sulla base dell’apposita distinta di versamento che viene generata all’interno dell’Area Riservata al dipendente su Gestionale SanARCom.

Mancato versamento dei contributi
In caso di morosità del datore di lavoro nel versamento dei contributi per due mensilità consecutive, SanARCom sospenderà le prestazioni di assistenza sanitaria integrativa e tale sospensione sarà comunicata all’azienda ed al dipendente. I contributi dovuti dalle aziende morose, versati con un ritardo tale da non poter più esser destinati alle originarie coperture sanitarie come previste dal presente Regolamento, non potranno essere restituiti e saranno utilizzati in regime solidaristico per l’erogazione delle prestazioni sanitarie agli iscritti al Fondo. Nel caso di comunicazione tardiva di cessazione dell’azienda o del dipendente, eventuali richieste di cancellazione con effetto retroattivo e conseguente restituzione dei contributi versati non potranno essere accolte qualora inoltrate dopo che i contributi siano stati utilizzati per la copertura assicurativa.

EBNA/EBAC: misura straordinaria Covid-19 per le imprese artigiane campane



Scade il 15 marzo 2021, il riconoscimento di un contributo spese a fondo perduto per le imprese artigiane della regione Campania aderenti ad EBNA/EBAC


L’ EBAC (Ente Bilaterale Artigianato Campania), considerato che la pandemia dovuta al COVID 19 ha determinato un’acuta crisi ed un aggravio dei costi per le imprese artigiane e per i lavoratori dipendenti, ha deciso di concedere contributi a fondo perduto ai:
1.titolari di imprese aderenti all’EBAC risultati positivi al COVID 19 dal 23 febbraio 2020 contributo di euro 200,00;
2.dipendenti di imprese aderenti all’EBAC risultati positivi al COVID 19 dal 23 febbraio 2020 contributo di euro 150,00;


3.titolari di imprese aderenti all’EBAC e loro dipendenti con figli che frequentano cicli scolastici e universitari per l’acquisto di computer o tablet dal 23 febbraio 2020 contributo di euro 150,00.
Le risorse stanziate dall’EBAC sono pari ad euro 306.199,18 così suddivise:
•euro 106.199,18 per i titolari di imprese aderenti all’EBAC che sono risultati positivi al COVID 19;
•euro 100.000 per i dipendenti delle imprese aderenti all’EBAC che sono positivi al COVID 19;
•euro 100.000 per i titolari di imprese aderenti all’E.B.A.C. e ai loro dipendenti che hanno figli che frequentano cicli scolastici e universitari per l’acquisto di computer o tablet.
Saranno ammesse ai benefici del bando le imprese e i loro dipendenti operanti in Campania aderenti ad E.B.N.A./E.B.A.C. che all’atto della presentazione della domanda siano in possesso dei seguenti requisiti:
•essere in regola con la contribuzione all’E.B.A.C., almeno, negli ultimi 12 mesi o che provvedano a regolarizzare la posizione contributiva con un versamento unico.
•L’impresa che ha iniziato attività o ha assunto lavoratori per la prima volta nell’anno 2020 dovrà essere in regola con i pagamenti per l’anno in corso;
•essere attive al momento della presentazione della richiesta di contributo e della relativa erogazione;
•essere in regola con le normative sulla salute e sicurezza sul lavoro


•L’insussistenza anche di uno dei requisiti sopra indicati comporta la non ammissione dell’istanza.
L’istanza deve essere trasmessa, in formato pdf, esclusivamente all’indirizzo PEC – Posta Elettronica Certificata bando.ebac.campania@pec.it fivo al 15/03/2021.
In merito al bando OPRA (Organismo Paritetico dell’Artigianato Campano), con l’obiettivo di supportare le Imprese della regione Campania aderenti, lo stesso ha avviato un intervento straordinario rivolto alle Imprese della regione Campania aderenti ad EBNA/EBAC finalizzato al riconoscimento di un contributo spese a fondo perduto sostenute per i seguenti interventi:
•elaborazione della documentazione prevista dal D.LGS. 81/2008 sicurezza sui luoghi di lavoro;
•formazione in materia di sicurezza sul lavoro – D.LGS. 81/2008;
•acquisto di segnaletica aziendale e materiale informativo/formativo relativi alla sicurezza sul lavoro per i lavoratori dipendenti – D.LGS. 81/2008;
•acquisto di dispositivi e prodotti di consumo per la sanificazione e la pulizia degli ambienti di lavoro;
•acquisto di dispositivi di protezione individuale, e di dispositivi per il contenimento del contagio da SARSCOV2;
•spese per screening e indagini diagnostiche su base volontaria per individuazione del virus SarsCov 2.
Le risorse stanziate dall’O.P.R.A. Campania per l’iniziativa ammontano ad euro 100.000,00.
Sono ammesse ai benefici del presente bando le imprese operanti in Campania aderenti ad EBNA/EBAC ed in regola con la contribuzione all’ENTE negli ultimi 12 mesi o che provvedano a regolarizzare la posizione contributiva in un versamento unico, salvo che l’impresa non abbia assunto lavoratori per la prima volta nell’anno 2020, in tal caso l’obbligo contributivo decorrerà dal mese di assunzione del lavoratore. Le imprese all’atto della presentazione della domanda devono avere i seguenti requisiti:
•abbiano sede legale in Campania;
•siano Imprese aderenti ad EBNA/EBAC ed in regola con la contribuzione all’ENTE negli ultimi 12 mesi o che provvedano a regolarizzare la posizione contributiva in un versamento unico;
•siano attive al momento della presentazione della richiesta di contributo ed al momento della relativa erogazione;
•siano in regola con le normative sulla salute e sicurezza sul lavoro di cui al D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni e integrazioni;
•l’insussistenza anche di uno dei requisiti sopra indicati comporta la non ammissione dell’istanza e l’impossibilità di accedere al contributo.
L’istanza deve essere trasmessa, in formato pdf, esclusivamente all’indirizzo PEC – Posta Elettronica Certificata opra.campania@pec.it fino al 15/03/2021

Dipendente turnista e intervallo non lavorato: diritto alla mensa o al buono pasto


Il diritto al buono pasto è strettamente collegato alle disposizioni della contrattazione collettiva che lo prevedono, ma la norma contrattuale deve essere interpretata in combinato disposto con l’articolo 8 D.Lgs. n. 66/2003, in quanto da tali norme deriva che il diritto alla mensa deve identificarsi con il diritto alla pausa e dunque, riconoscersi a tutti i dipendenti che effettuavano un orario di lavoro giornaliero eccedente le sei ore. Nel caso di specie, il dipendente turnista di Azienda Ospedaliera ha diritto alla erogazione dei buoni pasto per ogni turno lavorativo eccedente le sei ore, in quanto per l’articolazione del suo orario di lavoro non può usufruire del servizio di mensa istituito dall’Azienda, non potendo sospendere il servizio di assistenza e non sussistendo un servizio di mensa serale.


La vicenda
La Corte d’Appello di Messina confermava la sentenza del Tribunale della stessa sede, che aveva accolto la domanda proposta da dipendente turnista di Azienda Ospedaliera, accertando il suo diritto alla erogazione dei buoni pasto per ogni turno lavorativo eccedente le sei ore e condannando l’Azienda Ospedaliera al risarcimento del danno. La Corte territoriale aveva osservato che l’articolo 29, comma 2, CCNL integrativo comparto Sanità, del 20 settembre 2001, doveva essere interpretato in combinato disposto con l’articolo 8 D.Lgs. n. 66/2003, in quanto da tali norme derivava che il diritto alla mensa doveva essere identificato con il diritto alla pausa e dunque, riconoscersi a tutti i dipendenti che effettuavano un orario di lavoro giornaliero eccedente le 6 ore.
In particolare il lavoratore, svolgeva nel turno pomeridiano un orario di sette ore e nel turno notturno un orario di undici ore, quindi non avrebbe potuto usufruire del servizio di mensa istituito perché non poteva essere sospeso il servizio di assistenza e non vi era un servizio di mensa serale. Pertanto, doveva riconoscersi il suo diritto ai buoni pasto.
L’Azienda Ospedaliera, con unico motivo di ricorso, ha dedotto che, invece, secondo la norma contrattuale il criterio per riconoscere il diritto alla mensa era l’impossibilità, in relazione alla articolazione dell’orario di lavoro, di pranzare fuori dall’ambiente di lavoro. Quindi, il dipendente poteva provvedere alla consumazione del pasto prima di iniziare il turno pomeridiano o il turno notturno ed il citato articolo 8, D.Lgs. n. 66/2003 non attribuiva diritto alla mensa, bensì disciplinava esclusivamente il diritto alla pausa, essendo soltanto una possibilità quella di consumare il pasto durante la pausa.


La decisione della Cassazione
Secondo la Cassazione il ricorso è infondato. E’ orientamento giurisprudenziale consolidato quello per cui il diritto alla fruizione del buono pasto non ha natura retributiva ma costituisce una erogazione di carattere assistenziale, collegata al rapporto di lavoro da un nesso meramente occasionale, avente il fine di conciliare le esigenze di servizio con le esigenze quotidiane del lavoratore (Cass. 28.11.2019 n. 31137 e giurisprudenza ivi citata); dunque, proprio per la suindicata natura, il diritto al buono pasto è strettamente collegato alle disposizioni della contrattazione collettiva che lo prevedono (Cass. 21 ottobre 2020 n. 22985).
Nel caso di specie, relativo a lavoratore turnista di Azienda Ospedaliera, viene in rilievo l’art. 29 del CCNL 20 settembre 2001, integrativo del CCNL del 7 aprile 1999, secondo il quale:
– le aziende, in relazione al proprio assetto organizzativo e compatibilmente con le risorse disponibili, possono istituire mense di servizio o, in alternativa, garantire l’esercizio del diritto di mensa con modalità sostitutive;
– tutti i dipendenti hanno diritto alla mensa, compresi quelli che prestano la propria attività in posizione di comando, nei giorni di effettiva presenza al lavoro, in relazione alla particolare articolazione dell’orario;
– il pasto va consumato al di fuori dell’orario di lavoro. Il tempo impiegato per il consumo del pasto è rilevato con i normali mezzi di controllo dell’orario e non deve essere superiore a trenta minuti;
– il costo del pasto determinato in sostituzione del servizio mensa non può superare L. 10.000. Il dipendente è tenuto a contribuire in ogni caso nella misura fissa di L. 2000 per ogni pasto. Il pasto non è monetizzabile.


La citata disposizione è stata poi modificata, nei commi 1 e 4, dall’articolo 4 del CCNL del 31 luglio 2009 (biennio economico 2008/2009), come segue: le aziende, in relazione al proprio assetto organizzativo e compatibilmente con le risorse disponibili, possono istituire mense di servizio o, in alternativa, garantire l’esercizio del diritto di mensa con modalità sostitutive. In ogni caso l’organizzazione e la gestione dei suddetti servizi, rientrano nell’autonomia gestionale delle aziende, mentre resta ferma la competenza del CCNL nella definizione delle regole in merito alla fruibilità e all’esercizio del diritto di mensa da parte dei lavoratori. Nel caso di erogazione dell’esercizio del diritto di mensa con modalità sostitutive, queste ultime non possono comunque avere un valore economico inferiore a quello in atto ed il dipendente è tenuto a contribuire nella misura di un quinto del costo unitario del pasto. Il pasto non è monetizzabile.
La questione di causa consiste quindi nello stabilire quale sia la «particolare articolazione dell’orario» che, ai sensi del comma 2 del richiamato articolo 29 CCNL Integrativo Sanità, attribuisce il diritto alla mensa ai dipendenti presenti in servizio. Un indice interpretativo deriva dalla disposizione del comma 3 del medesimo articolo 29 CCNL Integrativo 20.9.2001, secondo cui il pasto va consumato al di fuori dell’orario di lavoro ed il tempo a tal fine impiegato è rilevato con i normali strumenti di controllo dell’orario e non deve essere superiore a 30 minuti. Da tale norma si ricava che la fruizione del pasto, ed il connesso diritto alla mensa o al buono pasto, è prevista nell’ambito di un intervallo non lavorato, diversamente, non potrebbe esercitarsi alcun controllo sulla sua durata.
Si conviene dunque sul fatto che la «particolare articolazione dell’orario di lavoro» è quella collegata alla fruizione di un intervallo di lavoro, di qui il rilievo dell’articolo 8, D.Lgs. 8 aprile 2003 n. 66 secondo cui il lavoratore deve beneficiare di un intervallo per pausa qualora l’orario di lavoro giornaliero ecceda il limite di sei ore, ai fini del recupero delle energie psicofisiche e della eventuale consumazione del pasto; le modalità e la durata della pausa sono stabilite dai contratti collettivi di lavoro ed, in difetto di disciplina collettiva, la durata non è inferiore a dieci minuti e la collocazione deve tener conto delle esigenze tecniche del processo lavorativo. Anche nel testo legislativo, quindi, la consumazione del pasto è collegata alla pausa di lavoro ed avviene nel corso della stessa.
Il fatto che – secondo la stessa difesa di parte ricorrente – il diritto alla mensa oltre che ad un’obbligatoria sosta lavorativa sia legato contrattualmente anche alla necessità che l’attività lavorativa sia prestata «nelle fasce orarie normalmente destinate alla consumazione del pasto», sarebbe stato, in maniera chiara, espresso dalle parti sociali, con l’indicazione precisa di fasce orarie di lavoro che danno diritto alla mensa; fasce che, invece, non sono previste.
Il giudice del merito ha pertanto correttamente interpretato la disposizione contrattuale, con conseguente rigetto dell’impugnazione.

Prorogate le agevolazioni del Fondo Metasalute


Prorogate le agevolazioni del Fondo Metasalute

Il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa Metasalute ha comunicato che ha prorogato sino al 30/4/2021 la possibilità di fruire di una deroga alla richiesta di produzione del Referto di Pronto Soccorso per l’accesso alle prestazioni a seguito di infortunio.

Il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa Metasalute, dopo il rinnovo del Piano Sanitario Integrativo “Protezione Sindromi Influenzali di natura pandemica (COVID-19)”, ha comunicato che nell’ambito delle azioni realizzate a tutela di tutti i lavoratori dell’Industria metalmeccanica e dell’installazione di impianti e per i lavoratori del comparto orafo e argentiero iscritti, ha prorogato sino al 30/4/2021 la possibilità di fruire di una deroga alla richiesta di produzione del Referto di Pronto Soccorso (quale documento probante il trauma o sinistro occorso) per l’accesso alle prestazioni a seguito di infortunio.
Tale agevolazione risponde alle disposizioni emanate dalle Autorità Nazionali e Regionali sul tema della Salute e Sanità Pubblica che prevedono anche la riduzione al minimo degli accessi al Pronto Soccorso proprio in ragione dell’emergenza sanitaria in corso.
Pertanto, per le prestazioni sanitarie che si rendessero necessarie a seguito di infortunio, verrà accettata, in sostituzione del referto del Pronto Soccorso, anche la Certificazione di Infortunio redatta dal Medico di base o dallo Specialista.
Nel caso in cui la Compagnia Assicurativa – Intesa Sanpaolo RBM Salute – dovesse ritenere non sufficiente la documentazione ricevuta, potrà richiedere all’Iscritto di sottoporsi a visita medica erogata da un medico legale indicato e incaricato dalla Compagnia, con spese a carico della stessa.