CNCE: chiarimenti sul contributo Prevedi



La CNCE con Comunicato del 15/10/2019 fornisce chiarimenti in ordine al Contributo contrattuale Prevedi


La CNCE, in relazione ad alcune richieste di chiarimento ricevute, precisa che, come indicato anche dalle parti sociali, la tabella relativa al contributo contrattuale Prevedi e Previdenza Cooperativa, di cui alla Comunicazione CNCE n. 676 contiene, nonostante parametri diversi, contiene un’unica tabella per i due contratti collettivi per il settore “industria” e per il settore “cooperative”.
Si rileva, in proposito, che analogo criterio è stato adottato nel 2015, come risulta nella tabella riportata nel “Vademecum contributo contrattuale” di cui alla Comunicazione Cnce n. 559 del 20 febbraio 2015.
Si riporta di seguito la tabella con i nuovi valori mensili e orari del contributo contrattuale Prevedi e Previdenza Cooperativa, in vigore dall’1/10/2019.


TABELLA VALORI MENSILI E ORARI
CONTRIBUTO CONTRATTUALE PREVEDI E PREVIDENZA COOPERATIVA
IMPIEGATI – CONTRIBUTO CONTRATTUALE
Valori mensili



























LIVELLI

1° ottobre 2019

8 (*) 25,00
7 20,00
6 18,00
5 15,00
4 14,00
3 13,00
2 11,70
1 10,00


(*) solo per le imprese Cooperative, nel rispetto di quanto previsto all’allegato 10 al CCNL 18/7/2018


OPERAI – CONTRIBUTO CONTRATTUALE
Valori orari (**)






























LIVELLI

1° ottobre 2019

a) Operai di produzione
Operaio di quarto livello 0,0959
Operaio specializzato 0,0890
Operaio qualificato 0,0801
Operaio comune 0,0685
b) Custodi, guardiani, portinai, fattorini, uscieri e inservienti 0,0570
c) Custodi, portinai, guardiani con alloggio 0,0570


APPRENDISTI – CONTRIBUTO CONTRATTUALE








IMPIEGATI 10 euro mensili
OPERAI 0,07 euro orari (**)


(**) il contributo complessivo di ciascun lavoratore dovrà essere arrotondato al centesimo di euro

CCNL Giornali Quotidiani: nuova disciplina sull’apprendistato


17 ott 2019 Siglato il 16/10/2019, tra la FIEG, l’ASIG e la SLC-CGIL, la FISTEL-CISL, la UILCOM-UIL, l’accordo che ha definito i profili formativi, i contenuti, la durata e le modalità di erogazione della formazione e reso operativo l’istituto dell’apprendistato professionalizzante per i dipendenti di aziende editrici e stampatrici di giornali quotidiani ed agenzie di stampa.

Le parti sottoscrivono il testo recante le “Modalità applicative e profili formativi dell’apprendistato professionalizzante” e convengono che dal 16/10/2019, il suddetto testo diviene parte integrante, come allegato, del CCNL per i dipendenti di aziende editrici e stampatrici di giornali quotidiani ed agenzie di stampa 19/12/2018.
Pertanto, a far data dal 16/10/2019, l’istituto dell’apprendistato professionalizzante diventa operativo nel settore poligrafico.
Il contratto di apprendistato potrà avere una durata massima di tre anni e una durata minima non inferiore a sei mesi.
Il contratto di apprendistato dovrà essere accompagnato da un Piano Formativo Individuale, comprendente la descrizione del percorso formativo, le conoscenze e le competenze da acquisire e l’indicazione dei tutor aziendale.
Per quanto riguarda le competenze professionali da acquisire, i piani formativi individuali faranno riferimento agli obiettivi di competenze e conoscenze previsti per le famiglie professionali.
Nel piano formativo una quota del monte ore prevederà l’apprendimento di nozioni di igiene, sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro, una quota sarà riservata alla conoscenza dei diritti e dei doveri nel rapporto di lavoro, una quota potrà concernere l’organizzazione aziendale e del ciclo produttivo ai fini del completo inserimento dell’apprendista nell’ambiente di lavoro.
Le ore di formazione relative all’antinfortunistica e all’organizzazione aziendale dovranno essere realizzate all’inizio del rapporto di lavoro.
La registrazione della formazione effettuata e della qualificazione professionale ai fini contrattuali eventualmente acquisita sarà effettuata nel fascicolo elettronico del lavoratore. Qualora manchi l’operatività regionale del suddetto fascicolo elettronico del lavoratore le parti del contratto individuale provvedono alla attestazione della attività formativa utilizzando il format allegato.
La formazione professionalizzante svolta dall’azienda, della durata di 80 ore medie annue, è integrata da quella pubblica disciplinata dalle regioni, interna o esterna all’azienda, finalizzata all’acquisizione di competenze di base o trasversali per un monte ore complessivo non superiore a 120 ore per la durata del triennio.


Le materie collegate alla realtà aziendale/professionale saranno oggetto di formazione interna, che potrà essere svolta anche in affiancamento e on the job, mentre le altre potranno essere oggetto di formazione interna o esterna all’azienda anche con modalità di e-learning.


Sono indicatori della capacità formativa interna la presenza di risorse umane idonee a trasferire competenze, tutor con competenze adeguate, nonché locali idonei in relazione agli obiettivi formativi ed alle dimensioni aziendali.
In caso di aziende multi localizzate, i locali potranno essere situati anche in un altro stabilimento o struttura di riferimento, ubicate anche in un’altra regione.
Le imprese localizzate in più regioni possono fare riferimento per la formazione alla disciplina della regione ove l’impresa ha la propria sede legale.
I percorsi formativi aziendali possono essere finanziati utilizzando le risorse di Fondimpresa e attraverso accordi con le Regioni.
Le funzioni di tutor o di referente aziendale, come previsto dalla legge, possono essere svolte da un lavoratore designato dall’impresa che abbia una professionalità adeguata relativamente alle conoscenze e competenze che l’apprendista deve acquisire.
Nelle imprese fino a 15 dipendenti la funzione di tutore della formazione può essere svolta direttamente dal datore di lavoro.

Fondo territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento


Il Fondo territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento, denominato Fondo di solidarietà del Trentino, è stato istituito con decreto interministeriale n. 96077/2016. Il Fondo non ha personalità giuridica e costituisce autonoma gestione dell’INPS.


Il Fondo è volto ad assicurare nei confronti dei lavoratori dipendenti dei datori di lavoro privati, a prescindere dalla consistenza dell’organico, appartenenti a settori che non rientrano nell’ambito di applicazione della cassa integrazione guadagni e per i quali non siano stati costituiti fondi di solidarietà bilaterali di cui agli articoli 26 e 27 del decreto legislativo n. 148 del 2015, che occupano almeno il 75 per cento dei propri dipendenti in unità produttive ubicate nel territorio della Provincia autonoma di Trento, una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per le cause previste dalla normativa in materia d’integrazione salariale ordinaria o straordinaria.
Il Fondo ha le seguenti finalità:
a) assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per le cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria e straordinaria;
b) assicurare ai lavoratori una tutela integrativa rispetto a prestazioni connesse alla perdita del posto di lavoro o a trattamenti di integrazione salariale previsti dalla norma vigente;
c) prevedere assegni straordinari per il sostegno al reddito, riconosciuti nei quadri dei processi di agevolazione all’esodo, a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni;
d) contribuire al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi provinciali, nazionali o dell’Unione europea;
e) incrementare il montante contributivo individuale maturato dalle lavoratrici e dai lavoratori che accedono all’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (c.d. APE), di cui all’art. 1, commi da 166 a 178 e 193, della legge n. 232 dell’11 dicembre 2016, come modificato dall’art. 1, comma 162, lettera a), della legge 27 dicembre 2017, n. 205.
Il Fondo è gestito da un comitato amministratore composto da sei esperti designati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dai sei esperti designati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro stipulanti l’accordo sindacale nazionale del 5 ottobre 2018, aventi i requisiti di competenza e di assenza di conflitto di interessi di cui all’art. 37 del decreto legislativo n. 148 del 2015 e i requisiti di onorabilità di cui all’art. 38 del medesimo decreto legislativo.
Il Fondo garantisce un assegno ordinario a favore dei lavoratori coinvolti in processi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa in relazione alle causali previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria, ad esclusione delle intemperie stagionali, o straordinaria.
Il Fondo eroga tutele integrative, in termini di importi e durate, rispetto alle prestazioni previste dalla legge in caso di cessazione del rapporto di lavoro.
Il Fondo può stabilire le seguenti ulteriori prestazioni:
– assegni straordinari per il sostegno al reddito, riconosciuti nel quadro dei processi di agevolazione all’esodo, a lavoratori che raggiungano i requisiti pensionistici nei successivi cinque anni;
– contributi al finanziamento di programmi formativi di riconversione o di riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi provinciali, nazionali o dell’Unione europea;
– incrementi del montante contributivo individuale dei beneficiari dell’APE, ai sensi dell’art. 1, comma 172, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.
A copertura delle prestazioni è dovuto al Fondo:
a) un contributo ordinario nella misura dello 0,45 per cento, ripartito tra datore di lavoro e lavoratore nella misura, rispettivamente, di due terzi ed un terzo, calcolato sulla retribuzione mensile imponibile ai fini previdenziali di tutti i lavoratori dipendenti, esclusi i dirigenti;
b) un contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, che ricorre alla sospensione o riduzione dell’orario di lavoro nella misura del 4 per cento delle retribuzioni perse dal lavoratore;
c) un contributo straordinario, a carico del datore di lavoro, a copertura dell’assegno straordinario, corrispondente al fabbisogno di copertura degli assegni straordinari erogabili e della contribuzione correlata. L’azienda versa al Fondo tale importo in rate mensili. Resta fermo il versamento della contribuzione correlata direttamente all’INPS.
Per quanto non espressamente previsto, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 26, 35 e 40 del decreto legislativo n. 148 del 2015.

CCNL somministrazione: firmato il CCNL definitivo

Firmato il testo definitivo del  Contratto Collettivo per le Agenzie di Somministrazione di Lavoro.

L’accordo, in vigore fino al 31 dicembre 2021, rafforza, tra le altre cose, il principio della parità di trattamento, in particolare in caso di infortunio e maternità, l’istituto della clausola sociale negli appalti pubblici, aumenta l’indennità di disponibilità per i tempi indeterminati, introduce l’istituto delle ferie solidali e diritti in caso di lavoro stagionale in somministrazione e amplia e aggiorna le prestazioni previste dal welfare di settore.
Inoltre, prevede misure innovative finalizzate a potenziare i contratti a tempo indeterminato nonché la continuità occupazionale per una consistente parte di lavoratori con contratti a termine attraverso l’introduzione di una politica attiva di settore: alla fine della missione, infatti, il lavoratore potrà attivare il “diritto mirato a percorsi di qualificazione e riqualificazione professionale”, ossia scegliere una formazione professionale, che gli permetterà di acquisire le competenze necessarie per poter essere ricollocato nel mondo del lavoro.
A ciò si aggiunge il sostegno al reddito erogato dal Fondo di Solidarietà di settore, un assegno aggiuntivo alla NASpI che, con il nuovo contratto, viene riformato nella platea dei potenziali beneficiari e nell’importo, passando da 750 a 1000 € una tantum.
Risultano, inoltre, rafforzati i diritti sindacali dei lavoratori durante la missione presso un utilizzatore sia per lo svolgimento delle assemblee sia per l’elezione di propri rappresentanti, RSU.  Infine, è stato riconosciuto un importante ruolo anche alla contrattazione decentrata demandando a livello territoriale la titolarità di accordi volti a favorire stabilizzazioni e la continuità occupazionale.

INPS: avvisi bonari per Artigiani e Commercianti


Si comunica che, sono in corso le elaborazioni per l’emissione degli Avvisi Bonari relativi alla rata in scadenza ad agosto 2019 per i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni degli Artigiani e Commercianti.


In particolare, gli avvisi bonari sono a disposizione del contribuente all’interno del Cassetto previdenziale per Artigiani e Commercianti al seguente indirizzo: “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” > “Posizione Assicurativa” > “Avvisi Bonari”.
È stata predisposta altresì la relativa comunicazione, visualizzabile al seguente indirizzo: “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” > “Comunicazione bidirezionale” > “Atti emessi” > “Avvisi Bonari generalizzati”.
Contestualmente sarà inviata una e-mail di alert ai titolari della posizione contributiva e ai loro intermediari che abbiano fornito, tramite il Cassetto, il proprio indirizzo di posta elettronica.
Laddove l’iscritto avesse già effettuato il pagamento, potrà comunicarlo utilizzando l’apposito servizio presente al seguente indirizzo: “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” > “Sezione Comunicazione bidirezionale” > “Comunicazioni” > “Invio quietanza di versamento”. Nell’ipotesi di mancato pagamento, l’importo dovuto verrà richiesto tramite avviso di addebito con valore di titolo esecutivo.

Aggiornamento delle tabelle tipologiche per la comunicazione di infortunio


Il 4 novembre 2019 è previsto l’aggiornamento di tabelle tipologiche relative alla comunicazione di infortunio, alle denunce di infortunio, di malattia professionale e di silicosi/asbestosi, ai certificati medici di infortunio e ai patronati.


Nello specifico, l’aggiornamento di alcune tabelle di decodifica ricalcano le variazioni comunicate, nel corso dell’anno 2018/2019, da Istat, Poste italiane, Regioni per le Asl e Inail. Tali modifiche sono riportate in sintesi nel file “Variazioni Cap, Istat, Asl, sedi Inail.xlsx” e sono evidenziate, nel dettaglio, nelle singole tabelle “ISTAT-ASL.xlsx” e “Sedi Inail-CAP.xlsx” reperibili sul portale. Gli aggiornamenti riguardano:
– per “ISTAT-ASL”: le variazioni territoriali pubblicate da Istat dal 1° gennaio al 30 giugno 2019, oltre a qualcuna preesistente. In particolare sono stati istituiti nuovi codici Istat per 25 nuovi comuni e ne sono stati soppressi 59. Inoltre, 6 comuni soppressi sono stati aggregati a comuni già esistenti, sono state inserite 3 nuove descrizioni e sono stati corretti i comuni di Morra e La Morra nonché inserito il comune soppresso di PRADLEVE; le regioni per le Asl hanno determinato le seguenti variazioni: cambio di codice e denominazione Asl per un comune in provincia di Biella e per 29 comuni della provincia di Como; cambio di denominazione per tutte le Asl della Sardegna; correzione di refusi di codici Asl (di Gorizia e di Messina, di 2 comuni in provincia del sud Sardegna) e indicazioni per assegnare correttamente le Asl di Roma in base agli afferenti municipi;
– per “Sedi INAIL-CAP”: le variazioni pubblicate da Poste italiane (secondo aggiornamento 2018 e primo aggiornamento 2019) riguardano in totale 48 comuni, relativamente ai quali 7 variazioni sono già presenti nelle tabelle Inail, 17 devono essere ancora recepite e 24 riguardano nuovi comuni istituiti dal 1° gennaio 2019; Nuovo azzonamento di sedi Inail (Comunicato Inail 5/10/2019).

Confindustria e sindacati firmano il “Patto per il sud”

Firmato il ‘Patto per il Sud’ per rilanciare investimenti e creare opportunità di lavoro

Le parti condividono l’idea che il ritorno dell’Italia su uno stabile sentiero di crescita sia strettamente legato al rilancio economico e sociale del Mezzogiorno.
Cinque sono gli ambiti di intervento individuati. Si parte dal rilancio degli investimenti pubblici, per rafforzare la dotazione e la qualità delle infrastrutture meridionali, a partire da quelle di trasporto, logistica e mobilità e per la tutela dell’ambiente e l’assetto del territorio, e per il miglioramento dei servizi alle imprese (rifiuti, energia, banda larga…) e ai cittadini (innanzitutto salute e istruzione).
L’intesa sostiene la promozione di investimenti, pubblici e privati, orientati all’innovazione e alla sostenibilità, al potenziamento delle infrastrutture, alla competitività, all’inclusione sociale e al miglioramento dei servizi pubblici per imprese e cittadini.
La strada prioritaria per il superamento dei divari e il contrasto alla povertà viene, infatti, individuata nello sviluppo economico e sociale e nella creazione di opportunità di lavoro di qualità.
Le parti, inoltre, indicano poi la sostenibilità, l’apertura internazionale e la crescita dimensionale delle imprese, anche attraverso strumenti come il Credito d’imposta per gli investimenti e la garanzia pubblica, e il potenziamento della relazione tra università ed impresa, per favorire trasferimento tecnologico e digitalizzazione dei processi produttivi.


Fondo bilaterale di solidarietà per il sostegno del personale del settore dei servizi ambientali


E’ istituito presso l’Inps il «Fondo bilaterale di solidarietà per il sostegno del reddito del personale del settore dei servizi ambientali» riservato ai datori di lavoro esercenti servizi ambientali, che fanno parte di settori che non rientrano nell’ambito di applicazione del Titolo I del decreto legislativo n. 148 del 2015 e che occupano mediamente più di cinque dipendenti.


Il Fondo non ha personalità giuridica e costituisce gestione dell’Inps. Esso, in conformità a quanto previsto dall’art. 26, comma 1, del decreto legislativo n. 148 del 2015 ha lo scopo di assicurare tutele in costanza di rapporto di lavoro nonché, le tutele descritte dall’art. 6 del Dm 9 agosto 2019 in commento.
Beneficiari degli interventi del Fondo sono i lavoratori dipendenti dei datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque dipendenti del settore dei servizi ambientali, ivi compresi gli apprendisti con contratto di apprendistato professionalizzante ed esclusi i dirigenti.
La gestione del Fondo è assicurata da un comitato amministratore, composto da cinque componenti complessivi designati dalle organizzazioni imprenditoriali firmatarie dell’accordo costitutivo del Fondo del 18 luglio 2018, da cinque componenti complessivi designati dalle OO.SS. nazionali Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel, in possesso dei requisiti di professionalità e onorabilità nonché da due rappresentanti, con qualifica di dirigente, in rappresentanza, rispettivamente, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero dell’economia e delle finanze, in possesso dei requisiti di onorabilità.
Nel dettaglio, secondo l’articolo 6 cit., il Fondo provvede alla:
a) erogazione di assegni ordinari a favore dei lavoratori interessati da riduzioni dell’orario di lavoro o da sospensione temporanea dell’attività lavorativa per le causali previste dal Titolo I del decreto legislativo n. 148 del 2015 in materia di integrazioni salariali ordinarie e/o straordinarie;
b) erogazione di prestazioni integrative, in termini di importi o durate, rispetto alla Nuova assicurazione sociale per l’impiego (NASPI), ovvero alle prestazioni previste dalla legge in caso di cessazione del rapporto di lavoro;
c) erogazione di assegni straordinari per il sostegno al reddito su richiesta del datore di lavoro a favore di lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi sessanta mesi, a seguito di accordi sindacali aziendali che tali assegni prevedano nell’ambito di programmi di incentivi all’esodo;
d) alla stipula di apposite convenzioni anche con i fondi interprofessionali al fine di assicurare l’effettuazione di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche con riguardo al personale eventualmente in esubero, anche in concorso con gli appositi fondi regionali e/o nazionali o dell’Unione europea.


L’accesso alle prestazioni del Fondo è preceduto dall’espletamento delle procedure previste dai contratti collettivi e dalla legge per i processi che comportano modifiche delle condizioni di lavoro o dei livelli occupazionali.
La domanda di accesso agli assegni ordinari è presentata non prima di trenta giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa e non oltre il termine di quindici giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività.
Il comitato amministratore del Fondo definisce criteri generali e regole che consentano un’equilibrata distribuzione degli interventi del Fondo tra i datori di lavoro aderenti nonché le tempistiche di presentazione ed esame delle richieste di intervento.
La facoltà di autorizzare le prestazioni è esercitabile dal comitato decorsi sei mesi dalla nomina dello stesso.


Per gli assegni ordinari e per le prestazioni di integrazione della NASPI ovvero delle prestazioni pubbliche previste in caso di cessazione del rapporto di lavoro nonché per la relativa contribuzione correlata è dovuto mensilmente, a carico dei datori di lavoro che occupano mediamente più di quindici dipendenti, un contributo ordinario dello 0,65%, di cui due terzi a carico del datore di lavoro e un terzo a carico dei lavoratori dipendenti, compresi i lavoratori con contratto di apprendistato professionalizzante ed escluso il personale dirigente. Il contributo è calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Per le imprese che occupano mediamente più di cinque dipendenti e sino a quindici dipendenti, l’aliquota è pari allo 0,45%.
Un contributo addizionale, nella misura del 1,50%, calcolato in rapporto alle retribuzioni perse, è dovuto dal datore di lavoro per il periodo di fruizione degli assegni ordinari da parte dei suoi dipendenti.
Un contributo straordinario mensile addizionale è dovuto dal datore di lavoro in caso di ricorso alla integrazione della NASpI per l’intera durata di fruizione di tale prestazione, nella misura del 3% della retribuzione che il lavoratore interessato avrebbe percepito qualora non fossero intervenuti eventi tutelati che possono dare luogo ad accredito figurativo ovvero non tutelati.
I datori di lavoro versano un ulteriore contributo in cifra fissa di euro 10 mensili per dodici mensilità per ciascun dipendente a tempo indeterminato non in prova. I datori di lavoro versano altresì il 50% delle somme trattenute ai sensi delle normative contrattuali in materia di malattia breve di durata a far data dall’avvio operativo del Fondo. Le somme così raccolte sono utilizzate da ciascun datore di lavoro, per la parte dallo stesso versata, per il finanziamento delle prestazioni di cui all’art. 6, comma 1, lettera b).
Per gli assegni straordinari, è dovuta, da parte di ciascun datore di lavoro interessato, una contribuzione straordinaria relativa ai propri lavoratori interessati alla corresponsione degli assegni medesimi, in misura corrispondente al fabbisogno di copertura degli assegni erogabili e della contribuzione correlata. Tale importo è versato dall’azienda al Fondo in rate mensili, fermo restando il versamento della relativa contribuzione correlata da parte dell’azienda direttamente all’Inps.


Tabelle vigenti Operai agricoli Catania


 


 



 


Si riportano le tabelle salariali in vigore dall’1/4/2019 per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Catania


Le tabelle retributive sotto riportate, applicabili agli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Catania, contengono l’aumento retributivo pari all’1/2% previsto dall’Ipotesi di accordo 19/6/2018 di rinnovo del CCNL di settore.


TABELLE OTI


Operai Agricoli OTI Paga Mensile




























Qualifiche

Paga Base CPL (*)

Aumento CCNL del 1/4/2019 – 1,2%

Totale

Area 3 ex operaio comune 1.247,75 14,98 1.262,73
Area 2 livello D ex operaio qualificato 1.367,75 16,41 1.384,16
Area 2 livello C ex operaio qualificato super 1.445,61 17,35 1.462,96
Area 1 livello B ex operaio specializzato 1.490,47 17,89 1.508,36
Area 1 livello A ex operaio specializzato super 1.561,13 18,73 1.579,86


Operai Florovivasti OTI Paga Mensile




























Qualifiche

Paga Base CPL (*)

Aumento CCNL del 1/4/2019- 1,2%

Totale

Area 2 livello E ex operaio comune 1.247,75 14,98 1.262,73
Area 2 livello D ex operaio qualificato 1.367,75 16,41 1.384,16
Area 1 livello C ex operaio qualificato super 1.445,61 17,35 1.462,96
Area 1 livello B ex operaio specializzato 1.490,47 17,89 1.508,36
Area 1 livello A ex operaio specializzato super 1.561,13 18,73 1.579,86


– (*) –


CCNL del 1/1/2016 – 31/12/2019


Le due tabelle sono uniformate, variano le classificazioni.


TABELLE OTD


Operai Agricoli OTD Paga Giornaliera











































Qualifiche

Paga Base CPL (*)

Aumento CCNL del 1/4/2019 – 1,2%

Paga Base

Terzo Elemento 30,44%

Totale

TFR 8,63%

Area 3 ex

operaio comune

47,98 0,58 48,56 14,78 63,34 4,19
Area 2 livello D

ex operaio qualificato

52,60 0,63 53,23 16,20 69,43 4,59
Area 2 livello C

ex operaio qualificato super

55,60 0,67 56,27 17,13 73,40 4,86
Area 1 livello B

ex operaio specializzato

57,34 0,69 58,03 17,66 75,69 5,01
Area 1 livello A

ex operaio specializzato super

60,03 0,72 60,75 18,49 79,24 5,24


Operai Florovivasti OTD Paga Giornaliera











































Qualifiche

Paga Base CPL (*)

Aumento CCNL del 1/4/2019 – 1,2%

Paga Base

Terzo Elemento 30,44%

Totale

TFR 8,63%

Area 3 livello E

ex operaio comune

47,98 0,58 48,56 14,78 63,34 4,19
Area 2 livello D

ex operaio qualificato

52,60 0,63 53,23 16,20 69,43 4,59
Area 1 livello C

ex operaio qualificato super

55,60 0,67 56,27 17,13 73,40 4,86
Area 1 livello B

ex operaio specializzato

57,34 0,69 58,03 17,66 75,69 5,01
Area 1 livello A

ex operaio specializzato super

60,03 0,72 60,75 18,49 79,24 5,24


– (*) –


CCNL del 1/1/2016 – 31/12/2019


L’orario di lavoro è stabilito in 39 ore settimanali pari ad ore 6,30 giornaliere


Le due tabelle sono uniformate, variano le classificazioni.


 

Licenziamento illegittimo e risarcimento, l’onere probatorio per detrarre l’aliunde perceptum


Nell’ipotesi di licenziamento dichiarato illegittimo e di conseguente risarcimento del danno al lavoratore, il datore di lavoro che invochi l’aliunde perceptum da detrarre al risarcimento dovuto, deve allegare circostanze di fatto specifiche e, ai fini dell’assolvimento del relativo onere della prova su di lui incombente, è tenuto a fornire indicazioni puntuali, rivelandosi inammissibili richieste probatorie generiche o con finalità meramente esplorative (Corte di Cassazione, sentenza 11 ottobre 2019, n. 25677)


Una Corte di appello territoriale, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di prime cure, dopo aver escluso la fondatezza della domanda di accertamento di un lavoratore al superiore inquadramento e di pagamento delle conseguenti differenze retributive, aveva dichiarato illegittimo il licenziamento intimatogli a motivo che le sue condizioni fisiche non ne consentivano l’ulteriore impiego nelle mansioni svolte e che non vi era possibilità, data la completezza dell’organico, di assegnarlo ad altre equivalenti. Secondo la Corte, il datore di lavoro, pur essendone onerato, non aveva dato prova della impossibilità di ricollocazione del lavoratore in mansioni equivalenti o anche inferiori, neppure prospettate, essendo stato il lavoratore dichiarato inidoneo alla mansione specifica di fattorino addetto al recapito, ma non anche allo svolgimento di altre mansioni compatibili con le sue condizioni di salute.
Avverso detta sentenza propone così ricorso in Cassazione la società, lamentando che se l’onere della prova in materia di “repechage” è a carico del datore di lavoro, il lavoratore è comunque tenuto ad indicare possibili impieghi alternativi, in un’ottica di cooperazione secondo lealtà e buona fede. Altresì, la Corte avrebbe omesso di prendere in esame le eccezioni di aliunde perceptum e percipiendum e le relative istanze istruttorie.
Secondo la Suprema Corte il ricorso è in parte inammissibile, in parte infondato.
In particolare, la società ricorrente si duole di una illogica ricostruzione di fatto, in tema di ricollocazione del lavoratore, ma dietro lo schermo della denuncia di violazione o falsa applicazione di norme di diritto, essa, nella sostanza della censura, sollecita una rilettura e un diverso apprezzamento del materiale di prova acquisito al giudizio e, cioè, il compimento di un’attività giurisdizionale estranea alla funzione assegnata alla Corte di legittimità ed invece propria esclusivamente del Giudice di merito. Il motivo, poi, è comunque infondato laddove pone un obbligo/onere di collaborazione a carico del lavoratore, avente ad oggetto l’indicazione di possibili impieghi alternativi in azienda, dovendosi ribadire l’ormai consolidato orientamento, per il quale, in materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, spetta al datore di lavoro l’allegazione e la prova dell’impossibilità di “repechage” del dipendente licenziato, in quanto requisito di legittimità del recesso datoriale, senza che sul lavoratore incomba un onere di allegazione dei posti assegnabili, essendo contraria agli ordinari principi processuali una divaricazione tra i suddetti oneri (ex multis, Corte di Cassazione, sentenza n. 5592/2016).
Inoltre, anche l’ulteriore motivo dedotto non può trovare accoglimento. Sempre secondo consolidato orientamento, in tema di licenziamento illegittimo, il datore di lavoro che invochi l’aliunde perceptum da detrarre dal risarcimento dovuto al lavoratore, deve allegare circostanze di fatto specifiche e, ai fini dell’assolvimento del relativo onere della prova su di lui incombente, è tenuto a fornire indicazioni puntuali, rivelandosi inammissibili richieste probatorie generiche o con finalità meramente esplorative.