CCNL Proprietari di fabbricati: i nuovi minimi retributivi



Pubblicate, dalla Confedilizia, le nuove retribuzioni per i dipendenti di proprietari di fabbricati decorrenti dal corrente mese di gennaio.


 


L’accordo sottoscritto per il rinnovo del CCNL per i dipendenti da proprietari di fabbricati ha previsto la corresponsione di €.50,00 lordi di aumento sul salario dei lavoratori inquadrati nei profili A3/A4) con decorrenza € 25,00 dall’1/1/2020 ed € 25,00 dall’1/1/2021
Queste, pertanto, le retribuzioni riparametrate dalla Confedilizia e decorrenti dall’1/1/2021













































Retribuzione conglobata in vigore dall’1.1.2021 al 31.12.2021

Valori mensili in euro

Portieri lett. A1 1.095,07
Portieri lett. A2 1.095,07
Portieri lett. A3 1.200,04
Portieri lett. A4 1.200,04
Portieri lett. A5 1.095,07
Portieri lett. A6 1.147,49
Portieri lett. A7 1.147,49
Portieri lett. A8 1.201,95
Portieri lett. A9 1.201,95
Manutent. Special. lett. B1 1.341,10
Manutent. Qualif. lett. B2 1.275,00
Assistenti bagnanti lett. B3 1.272,81
Manutent. Spazi esterni lett. B4 1.185,04
Lavascale lett. B5 1.116,34


Per il calcolo della retribuzione di cui ai profili professionali B) gli importi di cui sopra saranno riportati al valore orario utilizzando il coefficiente 173 e moltiplicati per le ore da retribuire









Retribuzione conglobata in vigore dall’1.1.2021 al 31.12.2021

Valori mensili in euro

Lavoratori lett. D1 1.271,17
Lavoratori lett. D2, D3, D4 1.270,01


Agli importi della retribuzione conglobata sopra indicati vanno aggiunte, per gli aventi diritto, le eventuali indennità supplementari di cui alle Tabelle A, A bis, A ter, A quater e D allegate al C.C.N.L.


















Retribuzione conglobata in vigore dall’1.1.2021 al 31.12.2021

Valori mensili in euro

Impiegati quadri lett. C1 1.974,07
Impiegati lett. C2 1.810,28
Impiegati concetto lett. C3 1.585,49
Impiegati ordine lett. C4 1.335,36
Impiegati ordine lett. C4 – (al 1° impiego – primi 12 mesi) 1.139,30

Esonero contributivo per le filiere agrituristiche, apistiche e cerealicole


Al fine di favorire il rilancio produttivo e occupazionale delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, a favore delle imprese appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole, riconosce l’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro, dovuti per il periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020.


L’agevolazione è riconosciuta dall’Inps in base alla presentazione delle domande da parte delle imprese nei limiti delle risorse stabilite. Nella domanda le imprese dichiarano gli aiuti concessi ovvero richiesti in attesa di esito, nel rispetto del «Quadro temporaneo» nell’anno 2020. n caso di superamento del limite individuale fissato dal «Quadro temporaneo», l’agevolazione è ridotta per la quota eccedente tale limite; in caso di superamento del limite di spesa, l’Istituto previdenziale provvede a ridurre l’agevolazione in misura proporzionale a tutta la platea dei beneficiari che hanno diritto all’agevolazione.
In attesa della messa a disposizione del modello di istanza di esonero, i versamenti della contribuzione riferita ai periodi retributivi oggetto dell’esonero già scaduti e non ancora versati, ovvero in scadenza, sono sospesi per i destinatari dell’agevolazione fino alla data di definizione delle istanze medesime.
In caso di esito favorevole dell’istanza, la contribuzione riferita ai periodi retributivi dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020 già versata potrà essere compensata con la contribuzione in futuro dovuta dal datore di lavoro.
In caso di esito favorevole dell’istanza, qualora l’esonero sia concesso in quota parte per il superamento del limite di spesa individuale, i contribuenti dovranno provvedere al versamento della quota risultata eccedente in un’unica soluzione entro trenta giorni dalla comunicazione degli esiti dell’istanza, senza applicazione di sanzioni e interessi.
In caso di rigetto dell’istanza, il richiedente dovrà provvedere al versamento dei contributi sospesi comprensivi di sanzioni civili e interessi calcolati a decorrere dalla data della scadenza ordinaria del versamento.


Sciolta la riserva sull’ipotesi di accordo per la Ceramica lndustria



Sciolta la riserva sull’accordo per il rinnovo del contratto dei settori piastrelle, ceramica sanitaria e materiali refrattari


Le OO.SS. hanno sciolto la riserva sull’intesa sottoscritta lo scorso novembre la quale, pertanto è pienamente applicabile.
L’intesa, che decorre dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2023, prevede un aumento medio nei minimi (Tem) di 76 euro (Liv.Dl):
– Per il settore piastrelle in 3 tranche: 1° gennaio 2021 di 31 euro; 1° gennaio 2022 di 32 euro; 1° gennaio 2023 di 13 euro.
– Per il settore ceramica sanitaria, materiali refrattari e stoviglieria:1° gennaio 2021 di 30 euro; 1° gennaio 2022 di 20 euro; 1° gennaio 2023 di 26 euro.












































































TABELLA A – PIASTRELLE

Piastrelle

Aumenti

1/1/2021 – 1.a tranche

1/1/2022 – 2.a tranche

1/1/2023 – 3.a tranche

A 98,23 40,07 41,35 16,81
B.1 93,06 37,96 39,18 15,92
B.2 87,89 35,85 37,01 15,03
C.1 82,72 33,74 34,83 14,15
C.2 80,14 32,69 33,74 13,71
C.3 77,55 31,63 32,65 13,27
D.1 76,00 31,00 32,00 13,00
D.2 71,35 29,10 30,04 12,21
D.3 67,21 27,41 28,30 11,50
E.1 63,07 25,73 26,56 10,78
E.2 56,87 23,20 23,95 9,72
F 51,70 21,09 21,77 8,84































































Livello

Minimo dall’1/1/2021

Minimo dall’1/1/2022

Minimo dall’1/1/2023

A1 2.470,83 2.512,18 2.528,99
B1 2.228,17 2.267,35 2.283,27
B2 2.226,06 2.263,07 2.278,10
C1 1.941,76 1.976,59 1.990,74
C2 1.940,71 1.974,45 1.988,16
C3 1.939,65 1.972,30 1.985,57
D1 1.754,86 1.786,86 1.799,86
D2 1.752,96 1.783,00 1.795,21
D3 1.751,27 1.779,57 1.791,07
E1 1.598,89 1.625,45 1.636,23
E2 1.596,33 1.620,28 1.630,00
F 1.496,37 1.518,14 1.526,98












































































TABELLA B – REFRATTARI

Refrattari

Aumenti

1/1/2021 – 1.a tranche

1/1/2022 – 2.a tranche

1/1/2023 – 3.a tranche

A 98,23 38,78 25,85 33,60
B.1 93,06 36,73 24,49 31,84
B.2 87,89 34,69 23,13 30,07
C.1 82,72 32,65 21,77 28,30
C.2 80,14 31,63 21,09 27,42
C.3 77,55 30,61 20,41 26,53
D.1 76,00 30,00 20,00 26,00
D.2 71,35 28,16 18,78 24,41
D.3 67,21 26,53 17,69 22,99
E.1 63,07 24,90 16,60 21,57
E.2 56,87 22,45 14,97 19,45
E.3 51,70 20,41 13,61 17,68































































Livello

Minimo dall’1/1/2021

Minimo dall’1/1/2022

Minimo dall’1/1/2023

A1 2.469,54 2.495,39 2.528,99
B1 2.226,94 2.251,43 2.283,27
B2 2.224,90 2.248,03 2.278,10
C1 1.940,67 1.962,44 1.990,74
C2 1.939,65 1.960,74 1.988,16
C3 1.938,63 1.959,04 1.985,57
D1 1.753,86 1.773,86 1.799,86
D2 1.752,02 1.770,80 1.795,21
D3 1.750,39 1.768,08 1.791,07
E1 1.598,06 1.614,66 1.636,23
E2 1.595,61 1.610,58 1.630,03
F 1.495,70 1.509,31 1.526,99


















































































TABELLA C – SANITARI E STOVIGLIERIA

Cer. e stov.

Aumenti

1/1/2021 – 1.a tranche

1/1/2022 – 2.a tranche

1/1/2023 – 3.a tranche

A 105,56 41,67 27,78 36,11
B.1 92,36 36,46 24,31 31,59
B.2 86,56 34,17 22,78 29,61
C.1 82,86 32,71 21,81 28,34
C.2 80,22 31,67 21,11 27,44
C.3 78,11 30,83 20,56 26,72
D.1 76,00 30,00 20,00 26,00
D.2 68,61 27,08 18,06 23,47
D.3 65,44 25,83 17,22 22,39
E.1 63,86 25,21 16,81 21,84
E.2 57,00 22,50 15,00 19,50
E.3 54,36 21,46 14,31 18,59
F 52,78 20,83 13,89 18,06




































































Livello

Minimo dall’1/1/2021

Minimo dall’1/1/2022

Minimo dall’1/1/2023

A1 2.161,18 2.188,96 2.225,07
B1 1.999,95 2.024,73 2.056,32
B2 1.997,66 2.020,46 2.050,07
C1 1.772,54 1.794,35 1.822,69
C2 1.771,50 1.792,61 1.820,05
C3 1.770,66 1.791,22 1.817,94
D1 1.596,69 1.616,69 1.642,69
D2 1.593,77 1.611,83 1.635,30
D3 1.592,52 1.609,74 1.632,13
E1 1.489,89 1.506,70 1.528,54
E2 1.487,18 1.502,18 1.521,68
E3 1.486,14 1.500,45 1.519,04
F1 1.470,03 1.483,92 1.501,98


Sul fronte del welfare contrattuale è previsto un incremento dell’aliquota contributiva al fondo di previdenza complementare (“Foncer”) a carico dell’impresa (4 euro a regime medio): dello 0,20% dal 1° gennaio 2022 per gli addetti delle piastrelle; dello 0,10% dal gennaio 2022 e 0,10% gennaio 2023 per gli addetti del settore sanitari e refrattari. I
Nell’intesa è stato recepito l’accordo quadro (Confindustria-Cgil, Cisl, Uil, del 25 gennaio 2016) sul tema della violenza di genere, ed è stato potenziato il capitolo sulle pari opportunità e tutela della persona. Nel contratto è stato introdotto il tema della occupabilità e bilanciamento generazionale. Per quanto riguarda gli appalti, è stata migliorata l’informativa e c’è l’impegno in via prioritaria delle aziende committenti a sottoscrivere contratti con le imprese che applicano Ccnl nazionali firmati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Sono stati, inoltre, potenziati, gli osservatori nazionali e aziendali dei grandi gruppi. Le parti hanno convenuto di recepire le convenzioni ONU sulle disabilità.
Sul tema della malattia è stato introdotto un part-time per le patologie oncologiche degenerative e ingravescenti e per il congedo parentale.
Inoltre, nell’intesa, saranno aggiunti due giorni di permesso retribuito nel caso di nascita di figli, che si aggiungono a quelli già previsti dalla legge. Il contratto prevede l’istituzione del delegato alla formazione, e inoltre sono state istituite due commissioni paritetiche: una sul sistema classificatorio e l’altra sul divisore orario, cha avrà il compito di analizzare e proporre soluzione alle differenti interpretazioni sul tema.

Prorogata scadenza EBAM/FSR per le imprese arigiane marchigiane

L’Ente Bilaterale Artigianato Marche informa che è stato prorogato al 28/2/2021 la scadenza delle domande prestazioni EBAM/FSR per le imprese artigiane marchigiane.

L’Ente Bilaterale Artigianato Marche (EBAM) ha comunicato che in questo periodo di emergenza pandemica, al fine di agevolare le prestazioni EBAM/FSR (Fondo Sostegno al Reddito) di livello B dell’anno 2020, la scadenza per la presentazione delle domande viene prorogata al 28/2/2021.


Opzione donna: proroga maturazione requisiti della pensione anticipata


La legge di bilancio 2021 estende la possibilità di accedere al trattamento pensionistico anticipato cd. “Opzione donna”, alle lavoratrici che abbiano perfezionato i requisiti previsti entro il 31 dicembre 2020.Con il messaggio 19 gennaio 2021, n. 217, l’Inps comunica, pertanto, che possono conseguire il trattamento pensionistico, secondo le regole di calcolo del sistema contributivo, le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2020 abbiano maturato un’anzianità contributiva minima di 35 anni e un’età anagrafica minima di 58 anni, se lavoratrici dipendenti, e di 59 anni, se lavoratrici autonome.


L’articolo 1, comma 336, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 estende la possibilità di accedere al trattamento pensionistico anticipato c.d. opzione donna, di cui all’articolo 16 del decreto-legge n. 4 del 2019 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 26 del 2019, alle lavoratrici che abbiano perfezionato i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2020. In particolare, possono conseguire il trattamento pensionistico in esame, secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 180, le lavoratrici che, entro il 31 dicembre 2020, abbiano maturato un’anzianità contributiva minima di 35 anni e un’età anagrafica minima di 58 anni se lavoratrici dipendenti e di 59 anni se lavoratrici autonome. Con riferimento al requisito anagrafico richiesto, non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita.


Ai fini della decorrenza del trattamento pensionistico in argomento, trovano applicazione le disposizioni in materia di decorrenza previste dall’articolo 12, comma 2, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010 (c.d. finestre mobili).
Tenuto conto della data del 1° gennaio 2021, di entrata in vigore della legge n. 178 del 2020, la decorrenza del trattamento pensionistico non può essere comunque anteriore al 1° febbraio 2021, per le lavoratrici dipendenti e autonome la cui pensione è liquidata a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima, e al 2 gennaio 2021, per le lavoratrici dipendenti la cui pensione è liquidata a carico delle forme esclusive della predetta assicurazione generale obbligatoria. Con riferimento alle lavoratrici del comparto scuola e AFAM trovano applicazione le disposizioni di cui all’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, quindi, al ricorrere dei prescritti requisiti, le stesse possono conseguire il trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal 1° settembre 2021 e dal 1° novembre 2021.
Il trattamento pensionistico in esame, relativamente alle lavoratrici che hanno perfezionano i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2020, può essere conseguito anche successivamente alla prima decorrenza utile. Le domande di pensione sono state aggiornate e devono essere presentate con le consuete modalità.
Per quanto non diversamente previsto, l’Istituto rinvia alle circolari n. 11/2019 e n. 18/2020.


CCNL CREDITO ABI: dall’1/1/2021 nuove retribuzioni



L’accordo 19/12/2019 di rinnovo del CCNL per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali, prevede il secondo aumento retributivo a decorrere dall’1/1/2021


Come previsto dall’art. 35 dell’accordo 19/12/2019 di rinnovo del CCNL Credito ABI, a decorrere dall’1/1/2021, è in vigore il secondo aumento delle retribuzioni.
Si riporta di seguito la tabella con gli aumenti applicabili dal 1° gennaio 2021 e con gli importi del nuovo stipendio che sarà valido fino al 30 novembre 2022. Dal successivo 1° dicembre 2022, verrà applicato il terzo e ultimo aumento retributivo previsto dall’accordo 19/12/2019.







































Inquadramento

Aumento mensile dall’1/1/2021

Stipendio dall’1/1/2021 al 30/11/2022

QD 4° Livello 94,06 4.521,81
QD 3° Livello 81,73 3.842,31
QD 2° Livello 77,58 3.439,05
QD 1° Livello 73,94 3.241,48
3a Area 4° Livello 70,00 2.866,90
3a Area 3° Livello 60,39 2.649,69
3a Area 2° Livello 57,05 2.503,28
3a Area 1° Livello 54,13 2.375,04
Ex 1.a e 2.a Area (*) 48,94 2.147,34


– (*) –


Livello retributivo unificato

Fondi di solidarietà e omesso versamento contribuzione correlata: l’Inps è litisconsorte necessario


Nell’ambito di un contenzioso volto alla condanna del datore di lavoro al pagamento all’INPS, quale gestore del Fondo di solidarietà di settore, di somme a titolo di contribuzione correlata per i periodi di erogazione dell’assegno straordinario per il sostegno al reddito, deve affermarsi il principio per cui l’Ente previdenziale è litisconsorte necessario. La contribuzione “correlata”, infatti, ha carattere obbligatorio in rapporto alla prestazione erogata e non è subordinata, quanto al suo verificarsi, ad alcuna preventiva autorizzazione dell’Ente, né ad alcuna valutazione del singolo assicurato circa l’utilità che gliene possa derivare ai fini pensionistici, come invece tipicamente accade nelle ipotesi di “contribuzione volontaria” (Corte di Cassazione, ordinanza n. 25392/2020)


Una Corte di appello territoriale aveva confermato la pronuncia di primo grado e rigettato le domande proposte da alcuni impiegati di banca, con cui costoro chiedevano accertarsi il loro diritto alla rideterminazione della contribuzione correlata, da versare da parte del datore al Fondo di solidarietà del personale dipendente dalle imprese di credito, calcolata sulla base di tutta la retribuzione percepita, incluse le voci cd. “variabili”, con conseguente condanna della società al versamento all’Inps della differenza tra quanto versato e quanto asseritamente dovuto.
Avverso la sentenza i medesimi lavoratori propongono così ricorso in Cassazione, lamentando principalmente che la Corte territoriale avrebbe errato a non tenere conto della volontà delle parti, consacrata nel verbale di conciliazione dalle stesse sottoscritto, di proseguire la “contribuzione volontaria” e di determinare la retribuzione di riferimento tenendo conto di tutte le voci retributive previste dal contratto collettivo di settore.
Per la Suprema Corte, in conformità al principio di legittimità di recente statuito (Corte di Cassazione, sentenza n. 8956/2020), preliminarmente all’esame dei motivi, va rilevata la nullità del giudizio per difetto di integrità del contraddittorio.
Nella citata sentenza, infatti, nell’ambito di un analogo contenzioso volto alla condanna del datore di lavoro al pagamento all’INPS, quale gestore del Fondo di solidarietà del personale dipendente delle aziende di credito (D.M. n. 158/2000), di somme a titolo di contribuzione, viene affermato il principio secondo cui, nella controversia ove il lavoratore lamenti il mancato versamento della contribuzione correlata da parte del datore di lavoro, l’Ente previdenziale è litisconsorte necessario. L’obbligo del Fondo di provvedere ad accreditare la contribuzione presso la gestione previdenziale di iscrizione del lavoratore, infatti, costituisce oggetto di una autonoma obbligazione di diritto pubblico. E ciò, indipendentemente dal fatto che la normativa di settore ponga formalmente a carico del Fondo il versamento all’INPS della contribuzione correlata, trattandosi di onere che grava in ultima analisi sull’istituto di credito alle cui dipendenze ha prestato servizio il lavoratore prima dell’accesso al Fondo medesimo.
Al riguardo, poi, la nullità del giudizio per difetto di integrità del contraddittorio è rilevabile in ogni stato e grado del processo e dunque anche in sede di legittimità, con il solo limite del giudicato, da qui derivandone la necessità di rimettere le parti avanti al primo giudice affinché provveda alla sua instaurazione ex novo, previa integrazione del contraddittorio.

Regolamentata la contribuzione 4° trimestre 2020 al Fondo Arco

Con Circolare 01/2021 il Fondo Arco ha previsto la regolamentazione e le modalità operative per facilitare gli adempimenti relativi alla contribuzione del 4° trimestre 2020 prevista per il 20/01/2021.

Il Fondo Arco di Previdenza complementare per i dipendenti dei settori Legno, sughero, mobile, arredamento e Boschivi/forestali, Laterizi e manufatti in cemento, Lapidei, Maniglie, al fine di facilitare gli adempimenti relativi alla prossima scadenza contributiva del 20/01/2021, ha illustrato la regolamentazione e le modalità operative da seguire.


NUOVE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER IL CCNL DEI LAVORATORI DEI SETTORI LEGNO, SUGHERO, MOBILE, ARREDAMENTO E BOSCHIVI FORESTALI INDUSTRIA
Il rinnovo contrattuale del settore ha previsto che a decorrere dal 01/01/2021 la contribuzione ad ARCO sia del 2,20% (rispetto al 2,10% precedente) a carico dell’azienda, ferma restando all’ 1,30% la contribuzione a carico dell’iscritto (NB: la nuova trattenuta del 2,20% si applica ai versamenti dovuti a partire dal 1° gennaio 2021).
Il rinnovo prevede altresì:
– che l’aliquota a carico dell’Azienda sarà pari al 2,30% a decorrere dal 1° gennaio 2022;
– un contributo una tantum di 100,00 euro (con scadenza 20/07/2021) a carico delle aziende a favore di tutti i lavoratori dei settori rientranti nel CCNL, assunti con contratto a tempo indeterminato.



NUOVE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER IL CCNL DEI LAVORATORI DEI SETTORI LATERIZI E MANUFATTI IN CEMENTO INDUSTRIA (ANDIL, ASSOBETON)
Il rinnovo contrattuale del settore ha previsto che a decorrere dal 01/07/2020 la contribuzione ad ARCO sia del 1,80% (rispetto al 1,70% precedente) a carico dell’azienda, ferma restando all’1,50% la contribuzione a carico dell’iscritto.

NUOVE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER IL CCNL DEI LAVORATORI DEI SETTORI LAPIDEI ESCAVAZIONE SABBIA INDUSTRIA
Il rinnovo contrattuale del settore ha previsto che a decorrere dal 01/07/2020 la contribuzione ad ARCO sia del 2,15% (rispetto al 1,80% precedente) a carico dell’azienda, ferma restando all’1,30% la contribuzione a carico dell’iscritto.

AZIENDE CHE HANNO ESCLUSIVAMENTE ADERENTI ESPLICITI
Versamenti del 4° trimestre 2020 previsti per il 20/01/2021 effettuare i versamenti.
La distinta di contribuzione relativa al 4° trimestre 2020, con competenza 01/10/2020-31/12/2020, dovrà riportare:
– le contribuzioni relative al trimestre di tutti i dipendenti già iscritti in modo esplicito al 30/09/2020; circolare ARCO 01/2021 2
– le contribuzioni dovute per i nuovi iscritti in modo esplicito, dal 01/10/2020 al 31/12/2020, nei mesi compresi tra la data di adesione e il 31/12/2020 (il solo TFR per i nuovi iscritti del mese di dicembre 2020) e le quote di iscrizione a carico dei lavoratori.

AZIENDE CHE HANNO ANCHE/SOLO ADERENTI TACITI
Versamenti del 4° trimestre 2020 previsti per il 20/01/2021. I lavoratori dipendenti che non abbiano già espresso precedentemente in maniera tacita o esplicita la propria volontà in ordine al conferimento del TFR, hanno 6 mesi dalla data di assunzione per decidere se trasferire il TFR maturando a forme di previdenza complementare ovvero lasciarlo in azienda. In caso di mancata scelta formale del lavoratore nei 6 mesi, scatterà il silenzio-assenso: il TFR sarà versato dall’azienda ad ARCO, forma pensionistica prevista dai contratti collettivi.


Le disposizioni di legge prevedono che il TFR conferito tacitamente al Fondo vada a confluire nel comparto di investimento con garanzia.
L’assemblea dei Delegati del Fondo il 30/06/2020 ha deliberato che agli aderenti al Fondo silenti, che verseranno il solo TFR, non sarà applicata la quota di adesione di 10,33 €; le aziende non dovranno quindi effettuare la relativa trattenuta.


Sistema nazionale di certificazione delle competenze: linee guida


Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto 5 gennaio 2021 del Ministero del lavoro di adozione delle Linee guida che rendono operativo il Sistema nazionale di certificazione delle competenze così come istituito con il D. Lgs. 16 gennaio 2013, n. 13.Le Linee guida forniscono le specifiche tecniche per l’interoperatività degli enti pubblici titolari del Sistema nazionale di certificazione delle competenze e le relative funzioni nell’ambito dei servizi di individuazione e validazione e certificazione.


La messa a regime dei servizi di individuazione e validazione e certificazione delle competenze, negli ordinamenti e nelle politiche, rappresenta uno strumento essenziale per l’innalzamento dei livelli di qualificazione e occupabilità degli individui, per la competitività e produttività delle imprese e delle professioni e per l’ammodernamento e l’efficacia dei servizi e delle misure di politica attiva del lavoro. I servizi di individuazione e validazione e certificazione delle competenze aiutano l’innovazione dei sistemi educativi e formativi, favorendo la personalizzazione degli apprendimenti al fine di ridurre l’insuccesso e la dispersione e facilitando le transizioni dallo studio al lavoro.
A tale scopo le Linee guida raccolgono e sistematizzano una serie di disposizioni operative prioritariamente finalizzate alla:
– identificazione degli indicatori, delle soglie e delle modalità di controllo, valutazione e accertamento degli standard minimi, anche ai fini dei livelli essenziali delle prestazioni e della garanzia dei servizi;
– definizione dei criteri per l’implementazione del Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali di, anche nella prospettiva del sistema europeo dei crediti per l’istruzione e la formazione professionale, e per l’aggiornamento periodico, da effettuarsi almeno ogni tre anni;
– progressiva realizzazione e raccordo funzionale della dorsale informativa unica di cui all’articolo 4, co. 51, della L. n. 92/2012.
Le Linee guida rappresentano, pertanto, il provvedimento che rende operativo il sistema nazionale di certificazione delle competenze così come istituito con il già citato decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13.
Il processo istituzionale di normazione e prima implementazione del sistema nazionale di certificazione delle competenze si realizza a partire da tre approcci per la messa a regime, la manutenzione e la governancedel sistema:
1. Approccio cooperativo: l’intero processo di attuazione del sistema nazionale di certificazione delle competenze è frutto di un intenso lavoro di collaborazione interistituzionale tra le amministrazioni centrali e regionali coinvolte, con il coinvolgimento delle rispettive agenzie di ricerca e supporto tecnico, volto a garantire, nell’ambito dei rispettivi ordinamenti degli enti pubblici titolari, un’applicazione coordinata e condivisa della norma e a prevenirne possibili asimmetrie e applicazioni difformi attraverso approcci cooperativi e il trasferimento delle buone prassi.
2. Approccio progressivo: l’attuazione del sistema nazionale di certificazione delle competenze investe una vasta compagine di amministrazioni e vari sistemi tra loro anche molto differenti (scuola, università, formazione professionale, professioni, servizi per il lavoro etc.). Per questo motivo, per garantire un processo di attuazione sostenibile, le diverse amministrazioni coinvolte adottano un approccio graduale e progressivo cercando di valorizzare le esperienze consolidate e gli istituti esistenti, limitando al minimo necessario l’introduzione di elementi di innovazione normativa, tecnica e procedurale.
3. Approccio sostanziale: tale approccio si rende fondamentale al fine di evitare applicazioni formalistiche della certificazione delle competenze, valorizzando qualsiasi esperienza che permetta di accrescere le competenze e l’occupabilità degli individui. In tal senso, il sistema nazionale di certificazione delle competenze assume una funzione complementare al sistema dell’offerta pubblica di apprendimento permanente, non parallela e alternativa.


Nell’attuazione dei servizi di individuazione e validazione e certificazione delle competenze gli enti pubblici titolari assicurano il rispetto degli standard minimi di attestazione in coerenza con l’articolo 6 del decreto legislativo 16 gennaio 2013 n. 13.
Nel corso del servizio di individuazione e validazione sono elaborati il dossier delle evidenze e il «Documento di trasparenza». Il «Documento di trasparenza» è rilasciato, ove previsto o ne sia fatta richiesta di rilascio dall’utente e ha valore di attestazione di parte prima.
Al termine del servizio di individuazione e validazione, gli enti pubblici titolari assicurano il rilascio del «Documento di validazione» che contiene gli elementi minimi indicati. Tale documento ha valore di atto pubblico e di attestazione almeno di parte seconda. Il rilascio del «Documento di validazione» è facoltativo e avviene su richiesta della persona qualora il processo di individuazione e validazione si completi con la procedura di certificazione delle competenze, senza interruzione del procedimento.
Al termine del servizio di certificazione delle competenze, gli enti pubblici titolari assicurano il rilascio del «Certificato» che contiene gli elementi minimi indicati nello schema delle Linee guida. Tale documento ha valore di atto pubblico e di attestazione di parte terza. Le certificazioni e i titoli di studio rilasciati dagli enti pubblici titolari, anche per il tramite dei rispettivi enti titolati, hanno valore di certificato costituendo attestazione di parte terza in relazione alle competenze acquisite.
Gli enti titolati possono validare e certificare esclusivamente le competenze di cui si compongono le qualificazioni inserite nei repertori dei rispettivi enti pubblici titolari ricompresi nel repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali, fatti salvi eventuali accordi tra enti pubblici titolari.
Il Sistema nazionale di certificazione delle competenze è oggetto di monitoraggio e valutazione da parte del Ministero del lavoro, del Ministero dell’istruzione, del Ministero dell’università e della ricerca e delle amministrazioni pubbliche, centrali, regionali e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, anche con il supporto tecnico delle agenzie e istituti di cui all’art. 9, comma 1 del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13, ivi inclusa l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL).
Gli enti pubblici titolari, che non dispongano di un quadro regolamentare conforme agli standard minimi di servizio e ai livelli essenziali delle prestazioni del Sistema nazionale di certificazione delle competenze, di cui al decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13 e ai relativi riferimenti operativi di cui al presente decreto, adottano gli atti di regolamentazione per i propri ambiti di titolarità, entro ventiquattro mesi dalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Per quanto non espressamente previsto nel decreto e purché non in contrasto con esso, continuano ad applicarsi le previsioni di cui al decreto interministeriale 30 giugno 2015.

Settore Moda – Fondo SANIMODA: nuovi piani sanitari 2021-2022

Sanimoda, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori dell’industria della  Moda, informa che dal 1° gennaio 2021 sono attivi nuovi Piani sanitari

Il Fondo Sanimoda, comunica ai lavoratori del settore Tessile Moda Industria, che dall’1° gennaio 2021 sono attivi i nuovi Piani sanitari, i quali rispetto ai precedenti prevedono:
– riduzione della franchigia di € 5,00 su Area Specialistica (Alta diagnostica e alta specializzazione; Accertamenti diagnostici ed esami di laboratorio; Visite Specialistiche);
– due nuovi Pacchetti Prevenzione (Udito e Vista)  integrazione del pacchetto Donna Over 50 anni;
– maggiore facilità di accesso alla garanzia Lenti e occhiali, con diminuzione del massimale applicato a fronte dell’eliminazione del requisito delle diottrie minime richieste, fermo restando la variazione visus;
– aumento dei massimali per le garanzie: •Rimborso spese sanitarie a seguito di diagnosi di autismo o DSA;
– procreazione medicalmente assistita;
– pacchetto maternità;
– cure termali.